Genoa, De Rossi: "A Lecce con rispetto del campionato. Non faremo una scampagnata"
11.35 - Il Genoa si appresta a concludere il suo campionato. Domani a Lecce, i rossoblù disputeranno la loro ultima partita in stagione. Ed in vista del match del Via del Mare, il tecnico Daniele De Rossi parlerà in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.
12.04 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Come ci si sente a poter essere arbitri della salvezza altrui?
"Io voglio una prestazione non per causare la retrocessione di nessuno. Le retrocessioni penso siano una causa di un percorso lungo 38 giornate. Andremo con grande rispetto del campionato, e quando dico così lo dico per rispetto della Cremonese e del Lecce. Sappiamo cosa si prova quando si sta in bilico fra una grande gioia e una grande delusione. Andremo lì a fare una grande partita senza pensare al fatto che loro sono ‘disperati’, ma come lo eravamo noi. Non guarderò nemmeno i rapporti, che sono forti, che ci sono fra me e alcuni del Lecce".
Masini?
"E’ un giocatore che fa giocare bene chi ha vicino. E’ un giocatore che ti fa attaccare e ottenere azioni offensive. E’ un giocatore importantissimo per noi, ha giocato partite decisive. Nell’ultima gara avrei voluto farlo entrare però non volevo sostituire Amorim dopo l’errore. E ho cambiato le idee in corsa. E’ un giocatore importante che rimarrà con noi e sarà importante ma non ha meno qualità di altri, ha caratteristiche diverse. Ci fa bene e ci aiuta. In una rosa è importante che tutti i giocatori non siano uguali".
Come ci arriva la squadra dal punto di vista fisico? Ekuban e Norton-Cuffy?
"Fisicamente non siamo nel nostro miglior momento di forma. Abbiamo tanti acciacchi. eri si è aggiunto Ekhator per una botta al metatarso, nella partita precedente. Ekuban non penso che sia dei nostri, Norton-Cuffy si sta allenando e anche forte. C’è qualche febbricitante, qualche infortunio pregresso e a qualcuno a cui darò riposo perché ha il Mondiale. Non è il nostro miglior momento di forma, ci sta a fine anno si accumulino tanti problemini avuti negli ultimi mesi, ma le motivazioni sono le stesse. Non faremo una scampagnata di fine anno e metteremo in campo una formazione seria e competitiva e poi quello che sarà il verdetto finale".
Il tuo futuro?
"Paradossalmente ci siamo salvati troppo presto. Idealmente a sei-sette giornate dalla fine e questa cosa vi ha scatenato. Quello che faremo noi è quello che faranno altri allenatori di altre società. Mercoledì ci rivedremo, staremo insieme e vedremo. Non ho fretta di andare in vacanza, rimarrò a Roma e ci sarà modo e maniera di programmare. Lo abbiamo fatto anche quando sembravo con la valigia pronta".
Intanto Colombo ha rinnovato fino al 2029.
"E' un riscatto importante ad una cifra importante. E' un attaccante che chiunque avrebbe voluto prendere al posto nostro. Il primo tassello è un obbligo, ma ci vede tutti d’accordo nel puntare su di lui. E' un giocatore importante che crescerà moltissimo anche l’anno prossimo".
TMW - La crescita di Marcandalli e Zatterstrom.
"Sono giocatori che stanno avendo un percorso parallelo, diciamo. Marcandalli è un po’ più avanti, ha una fisicità che lo aiuta e aiuta anche noi a lavorare con un giocatore del genere. Deve solo mettere dentro qualche trucchetto del mestiere e poi è un giocatore forte. Di giocatori che hanno caratteristiche che li porteranno sul tetto del calcio sono lui ed Ekhator. E' solo un discorso di crescita e di sviluppo, avranno tutta l'attenzione possibile per mettere quei piccoli dettagli che servono per essere più strutturati. Zatterstrom viene da un periodo dove ha giocato pochissimo. E' un ragazzo fenomenale dal punto di vista dell'atteggiamento, è il giocatore più bravo che abbiamo nel giocare nello stretto. E' sempre molto attento e applicato, sa difendere e marcare, tutte quelle caratteristiche per essere un giocatore importante in futuro. Domani lo vedremo dall'inizio".
Avete aperto ai corsisti di Coverciano in questi giorni.
"E’ stato un piacere. Sono stato contento di aprire le porte a loro, sono persone con cui ho condiviso tanti anni. Ero uno studente dell’ultimo banco, uno che si annoia facile, ma ho vissuto delle emozioni incredibili nella condivisione sia con i compagni di corso sia con i professori. Non ho dato consigli, ho solo cercato di aprirmi il più possibile per condividere la nostra metodologia. Quando ho fatto i corsi ho incontrato due tipologie di allenatori: uno che si apriva come De Zerbi, o quelli un po’ più paurosi come se qualche segreto venisse rivelato. Io sono per la prima parrocchia perché quando fai venire gente a casa tua devi essere sempre ospitale".
Il Genoa con te ha segnato tanto ma è mancata quello che è spiccato in termini offensiva. Puoi farlo con i giocatori che hai a disposizione o serviranno innesti.
"Sono valutazioni che noi facciamo. Le puoi fare guardando solo i numeri e la mia parte di quando li ho allenati. Colombo ha fatto 7 gol in 5 mesi, Ekuban tre-quattro decisivi giocando pochissimo, Ekhator ha fatto più gol, come proiezione, di Pio Esposito anche se lui chiaramente ha un livello più alto. Vitinha ha fatto assist e rigori procurati. A tutti piacerebbe avere un attaccante che faccia 20-25 gol ma siamo il Genoa. I nostri sono gol in meno non presi, reti fatte su calcio d’angolo. Penso che dobbiamo migliorare, non so se serve solo prendere il bomber perché non so se voglio giocare con uno che sta fermo lì ma sono
Quanti della Primavera porterai in ritiro?
"Domani ce ne saranno diversi. In ritiro non lo so perché poi dipende da che percorso vogliamo fare a questi giocatori. Questa settimana abbiamo avuto giocatori che hanno fatto la Serie C e devi valutare se dopo questo anno possono stare con te sei mesi o darli in prestito. I Primavera io li manderei subito a giocare con i grandi ma di questo ne parlerò con Lopez e Scala. Non mi piacciono le seconde squadre, io li manderei a fare il girone C della Serie C dove vivono il calcio vero e sono meno 'coccolati'. Per me i ragazzi devono andare a giocare ma devi essere convinto che giochino. Anche la Serie D per un giovane è meglio che un altro anno in Primavera".
Domani giocherà Bijlow o Leali?
"Bijlow sta bene ma giocherà Leali. Justin ha recuperato dai suoi problemi, è una scelta tecnica e di rispetto nei confronti di Nicola".
Amorim?
"La crescita di un giocatore passa anche attraverso qualche piccolo errore ma lui ha dimostrato in altre circostante che può essere un giocatore su cui puntare. Come è entrato a Verona mi fa capire che dietro c’è qualcosa. E’ giovane, vuole sempre la palla e io stesso chiedo gli venga sempre data la palla. I giocatori devono avere gli attributi di farsi dare il pallone anche dopo un errore. Son contento di lui, sarà un giocatore importante per il futuro. Deve continuare a lavorare e avere questo atteggiamento. Il percorso di crescita a volte è velocissimo a volte no".
Alla fine abbiamo scoperto che Vitinha?
"E’ un terzino che per sbaglio ha la numero 9 (ride ndr). E’ un giocatore tra quelli che più di tutti ha rappresentato questa corsa da quando siamo arrivati. Non si è mai fermato. La prima partita, durante il discorso pre gara, aveva già gli occhi spiritati e ha finito l’ultima partita, dove per noi non contava il risultato, che era distrutto con i crampi. Dobbiamo capire bene come farlo rendere al massimo ma, come gruppo e in campo, abbiamo un giocatore che interpreta il calcio come lo interpretavo io. E dicendo così, mi riferisco all'amore per il proprio sport, alla generosità e alla disposizione al sacrificio in ogni momento della stagione mettendo dentro anche qualità. E’ un giocatore importantissimo per noi. La prova di metterlo quinto non è un giochetto, è una cosa che ci fa pensare per il futuro. Lo abbiamo fatto giocare anche mezzala seconda punta, qualche volta prima punta. E’ un giocatore da Genoa".
Il cammino. Pensavi fosse così?
"Ora lo dico felice di quello che abbiamo ottenuto. Sembra che ci sia stata la sensazione che fosse stato tutto facile ma abbiamo avuto anche momenti di scoramento. Pensavo fosse difficile ma dal primo giorno ho detto al mio staff che questa opportunità che stava nascendo era quella giusta per le caratteristiche dei gicoatori e perché conoscevo quelle della tifoseria. Sapevo che questo mix poteva far esplodere tutto. Non abbiamo fatto 100 punti ma ne abbiamo fatto tanti. Voglio pensare sia solo l’antipasto. Abbiamo aperto le porte a tutti, i ragazzi che già c’erano sono diventati come la nostra famiglia. Poi c’è da ringraziare i giocatori, la società che ci ha dato l’opportunità e qualcuno che ci ha dato cinque sei punti i più che sono i tifosi del Genoa".
12.36 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.











