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Genoa, Gilardino: "Retegui ha grande fame di arrivare. C'è da intervenire sul mercato"

Genoa, Gilardino: "Retegui ha grande fame di arrivare. C'è da intervenire sul mercato" TUTTOmercatoWEB
Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
venerdì 21 luglio 2023, 23:32Serie A

Alberto Gilardino, allenatore del Genoa, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, dove ha iniziato parlando della notizia della serata, ovvero dell'esclusione di Mbappé dalla tournée del PSG: "Luis Enrique potrebbe perdere anche lui dopo Messi? Credo che questi grandi giocatori abbiano un grande ego e soprattutto una grande ambizione di vincere. Vogliono cambiare perché vogliono nuove esperienze e nuove squadre che possono far vincere loro qualcosa di importante a livello di squadra e personale. Vogliono cambiare per vincere".

È facile gestire un giocatore che sa già che vuole cambiare la prossima stagione?
"Bisogna avere grandissima intelligenza. Il confronto è fondamentale, dire le cose in modo coerente, dire la verità, ascoltare, parlare... Queste cose per un percorso con un giocatore di quel tipo sono fondamentali".

Che idea si è fatto sull'acquisto di Okafor del Milan e più in generale sul mercato dei rossoneri?
"In questo momento la politica del Milan è anche con uno sguardo al futuro, comprano giocatori proiettandosi sul futuro immediato. Parliamo di giocatori che hanno già giocato in Europa e con caratteristiche e qualità importanti, che potrebbero svilupparsi all'interno della squadra di Pioli".

Le piace Retegui?
"Non c'è ancora l'ufficialità, sappiamo che è una trattativa aperta, lo stiamo seguendo, ha caratteristiche importanti, ha fatto molto bene anche con l'Italia. Ha caratteristiche d'area di rigore, ha margini di miglioramento importanti. Stiamo per finire il ritiro, abbiamo fatto un percorso importante qua a Moena con chi ha vinto il campionato di B (in realtà è arrivato un secondo posto, ndr), ci apprestiamo a ritornare a giocare".

Come siete stati a Moena?
"Siamo stati veramente bene, è come se fossimo qua da tantissimo tempo... Sono stati due settimane di lavoro faticoso, ma il campo era ottimo e la struttura accogliente. Abbiamo mantenuto la struttura della scorsa stagione, anche se sappiamo che ovviamente c'è da intervenire sul mercato. In Italia è tutto fermo, ma vogliamo creare un'identità forte di squadra e vogliamo inserire giocatori che ci faranno colmare il gap con le altre. La A è un campionato ambizioso, più difficile della B, ma noi vogliamo soffrire, la squadra ha dimostrato di mantenere i valori che sono stati fondamentali nella scorsa stagione".

Lei è stato l'ultimo del Genoa a segnare con la maglia dell'Italia. Retegui può sfatare questo tabù.
"Speriamo che sia tutto di buon auspicio. Penso che la scorsa annata sia venuta fuori grazie alla bravura di tutto il gruppo, dei calciatori, dello staff e di chi ha lavorato in ombra. Quando si raggiungono grandi traguardi, anche se per l'1%, tutti sono importanti. Retegui è un giocatore importante, lo ha dimostrato e lo dovrà dimostrare. La trattativa è in fase avanzate, vedremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane".

Quali sono le caratteristiche migliori di Retegui e dove deve migliorare?
"Ha grandissimi margini di miglioramento. Ha grande fame e voglia di arrivare, grande voglia di vivere l'area, di attaccare la porta con ferocia, queste sono le sue qualità migliori. Tutti i giocatori possono e devono migliorare, a qualsiasi età. Non è qua, non posso dire altro per ora. Spero di vederlo all'opera e di fargli fare un percorso di crescita, la Serie A è diversa da tutti gli altri campionati. Se uno però ha fame di arrivare ed ha voglia di attaccare l'area, può fare la differenza".

Più difficile preparare una finale di Champions da giocare o una partita del Genoa da allenatore?
"Credo che forse sia più stressante preparare una partita da allenatore del Genoa perché quando alleni devi pensare a praticamente tutto e cerchi di perfezionare ogni cosa. Da giocatore pensi a te stesso, al tuo fisico e a migliorare all'interno di un gruppo. La consapevolezza e la determinazione da allenatore devono essere le stesse che hai da giocatore. Ho dormito poco qua, mi piace riguardare gli allenamenti, parlare con i giocatori, confrontarmi con i collaboratori... Quando ho capito che non ce la facevo più con il fisico da giocatore ho deciso di smettere, spero di fare una lunga carriera da allenatore e di ottenere traguardi importanti come successo quest'anno".

Vincere da allenatore è più bello che farlo da allenatore perché si hanno più responsabilità?
"Assolutamente, è vero. Ho fatto gol in Italia, in Europa, è una felicità enorme, ma vincere da allenatore è unico, non c'è qualcosa di migliore. Vinci a capo di una squadra, di un gruppo, hai grandissima responsabilità, non solo di squadra, ma di un popolo intero. Ogni volta ringrazio i tifosi per il calore che ci hanno dato e che ci dovranno dare anche la prossima stagione".

Cosa serve per essere competitivi? Può bastare Retegui?
"Innanzitutto sono arrivati Martin e Leali, che arrivano all'interno di un gruppo ben avviato. È normale che ci sia il massimo confronto con la società quotidianamente, le richieste da parte mia sono state chiare. Il mercato è difficile, però c'è la volontà di inserire, di costruire un gruppo importante. Siamo una neopromossa, so benissimo che si possono incontrare delle difficoltà, ma è all'interno di quelle che si cimenta un gruppo. A partire proprio dal ritiro. Ci vorrà spirito di sacrificio, quello ci permetterà di colmare il gap con le altre. Le qualità, le caratteristiche fisiche delle squadre di A rispecchiano quello che dico. In A ci sono squadre che è più di 20 anni che non retrocedono, quelle 4-5 che stanno a metà e le altre che lottano. Chi arriverà sarà fondamentale che si metta a disposizione del gruppo e dimostri di poterci stare. La maglia è prestigiosa, chi è qui sa che cosa significa vestire questa maglia".

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