George Weah sottolinea: "Al Milan resta una pressione enorme, ma ci vuole calma e pazienza"
"Come dicevo per la Nazionale italiana, il calcio è strano. Tutte le squadre si modificano, si evolvono. In generale è cambiato sicuramente il livello del campionato. Al Milan però resta una pressione enorme e va dato tempo ai giocatori di ambientarsi". Parla così George Weah, ex calciatore circolato nel Milan e da Pallone d'Oro, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport per analizzare il momento critico del Milan tra la mancata Champions League e piazza pulita operata da Cardinale.
"Oggi c'è una squadra giovane a cui servono lavoro e tanta pazienza. Ci vuole calma, ma tornerà grande", assicura il 59enne originario della Liberia. Anche la Juve, ex squadra del figlio Timothy, ha deluso perché fuori dalla Champions in favore invece di Roma e Como. "Ripeto: serve un sistema che faccia crescere, certi successi non nascono in un giorno ma derivano da un lungo processo", l'insegnamento fornito da Weah. "La fiducia è alla base di tutto: incoraggiate i vostri ragazzi, accompagnateli".
Poi il collegamento al vissuto personale: "E’ quello che ho cercato di fare con mio figlio Timothy: prima di entrare nel settore giovanile del Psg è stato per anni al Gottschee, qui a New York. Poi sono arrivati i grandi club. Per emergere occorre avere più di una chance, questa è una generazione di calciatori e ragazzi che può avere una mentalità diversa".






