Hey amigo: Sanchez-Inter, un passo indietro ma è un upgrade. Fiducia su Pavard in calo
I campioni sono così. A volte ritornano: Alexis Sanchez ha salutato l'Inter a inizio agosto e la ritrova verso la fine, un anno dopo. Atterrato ieri pomeriggio a Milano, si è subito rituffato nell'ambente nerazzurro. Ne aveva tanta voglia da mettere in ghiaccio le tante offerte piovute sulla scrivania del suo agente Felicevich dopo una delle migliori stagioni della sua carriera dal punto di vista realizzativo. Nelle prossime ore visite mediche e firma, con ingaggio ridotto rispetto alla prima avventura interista, poi riabbraccerà Appiano, a disposizione di Simone Inzaghi, che lo ritrova dopo i titoli vinti insieme, i gol, le panchine, qualche sparata.
Un passo indietro, ma è un upgrade. A livello progettuale, l'incrocio con Marsiglia, dove nella giornata di oggi volerà invece Joaquin Correa, ha un senso molto relativo. L'anno scorso, del resto, l'Inter ha sostanzialmente pagato Sanchez per dirsi addio. A livello tecnico, però, pochi dubbi: in un mercato molto complicato, Marotta, Ausilio e Baccin mettono a disposizione del tecnico piacentino un'arma in più, un giocatore che peraltro sembra più consapevole di non poter essere titolare sempre e comunque come si aspetterebbe. È un passo avanti, inutile girarci attorno, rispetto al Tucu: i due anni dell'argentino all'Inter non sono stati quelli che ci si aspettava. Soprattutto, non quelli che s'immaginava Inzaghi, che per il suo acquisto dalla Lazio usò una certa moral suasion e da allora, vedasi Morata quest'estate, ha avuto fisiologicamente più difficoltà a imporsi su certe scelte. A volte, per la verità, Correa è stato criticato più del dovuto: ha segnato pochi gol, ma qualcuno prezioso; si è speso e in pratica ha rinunciato al mondiale in un momento molto delicato per l'Inter. Come tutti gli affari di questo tipo, inoltre, il rischio di vederlo brillare all'improvviso altrove c'è, ma a volte certe storie non funzionano e basta, meglio darci un taglio. Con Sanchez, Inzaghi ha più cattiveria, più classe, più incisività. E anche un uomo in più che gli vada a risolvere uno dei problemi dell'anno scorso, l'uno contro uno in fase offensiva, in una rosa molto migliorata da questo punto di vista.
Il borsino del braccetto destro. Arriviamo a quello che deve ancora essere. Resta un vuoto, nella rosa dell'Inter, e non è così scontato che lo riempia Benjamin Pavard. L'intesa col difensore francese è solida, anche se da qui a garantire che prima o poi arriverà comunque, magari a parametro zero l'anno prossimo, ce ne corre. Quella è una possibilità, più o meno concreta, ma tutta da verificare nel tempo. Nell'immediato, molto meno solido è il sì che il Bayern Monaco ha detto da giorni ma, come vi abbiamo sempre raccontato, a una condizione: dare a Tuchel un'alternativa. La fiducia nella fumata bianca definitiva, in viale della Liberazione, è ufficialmente intatta, ma scricchiola perché i tempi sono sempre più corti. Se saltasse il francese, la prima ipotesi porterebbe a un altro nome gradito da tempo, quel Perr Schuurs che presenta un paio di incognite: non è detto che il Torino lo ceda a cifre particolarmente convenienti e non è escluso che anche con i granata si ponga il tema del sostituto da trovare (Hien ma, per ora, dice no). Un rebus da sciogliere: alla fine con Sommer è andata bene, ma forse alle volte è meglio avere rapporti un po' meno buoni.






