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Il calcio italiano si lamenta dello stato, ma è in rosso da sempre: -7,2 miliardi in 15 anni

Il calcio italiano si lamenta dello stato, ma è in rosso da sempre: -7,2 miliardi in 15 anni
Andrea Losapio
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Andrea Losapio
mercoledì 10 gennaio 2024, 16:30Serie A

Tutto il calcio si lamenta che lo stato non fa niente per aiutare la Serie A. La stessa Serie A che - fonte ReportCalcio della FIGC - nel corso degli anni ha sempre perso cifre almeno a tre cifre: il minimo è il -156 milioni del 2016-17, poi un -261 del 2007-08, dopo sempre ben oltre il 300 milioni. Negli ultimi due anni ci sono state perdite simili intorno agli 1,35 miliardi di euro. Ma come è stata possibile questa escalation negli ultimi due anni che non smette nonostante il ritorno del pubblico in Serie A?

La risposta è semplice: il calcio è sempre stato in negativo e ha vissuto ben oltre le proprie possibilità. Poi nel 2016-17 tutti hanno capito come allungare più in là il problema. Come? Con le plusvalenze. Siamo passati da 376 milioni del 2015-16 ai 693,4 dell'annata successiva, fino a toccare 894 milioni nel 2018-19, anno prima del Covid. La realtà è che spesso queste cifre erano più alte del normale per mascherare i problemi evidenti e le storture.

Nel 2020-21, cioè la prima stagione post Covid (e quindi con problemi grossi) le plusvalenze sono crollate. Da 842 a 482, per poi rialzarsi l'anno dopo a 580, comunque lontanissimi da prima. Perché le società le plusvalenze non riescono più a farle, incatenate da quella che è stata una condotta scriteriata nel corso degli anni. Spostare di anno in anno il problema e poi lamentarsi perché è arrivato il Covid. La realtà è che siamo un campionato che economicamente è (molto) inferiore solo alla Premier League, ma invece di prenderne atto e cercare di battagliare ad armi pari - lanciando i giovani del vivaio invece di prendere il ventesimo straniero che va in panchina e che prende più soldi inevitabilmente del ragazzino - cerchiamo di spendere e spandere sempre di più.

E in tutto questo non vinciamo la Champions dal 2010, l'Europa League dal 1999 e ringraziamo la Roma per la vittoria di due anni fa della Conference League.

La Serie storica

2007-08 -261 milioni
2008-09 -340 milioni
2009-10 -347 milioni
2010-11 -430 milioni
2011-12 -388 milioni
2012-13 -311 milioni - plusvalenze 467,8
2013-14 -317 milioni - plusvalenze 443,2
2014-15 -536 milioni - plusvalenze 331,7
2015-16 -372 milioni - plusvalenze 376
2016-17 -156 milioni - plusvalenze 693,4
2017-18 -215 milioni - plusvalenze 731
2018-19 -392 milioni - plusvalenze 894
2019-20 -881 milioni - plusvalenze 824
2020-21 -1,35 milardi - plusvalenze 482
2021-22 -1,37 miliardi - plusvalenze 580

Le parole di Urbano Cairo
"Abbiamo perso nell'ultimo anno un miliardo e trecento milioni, sono debiti finanziari importanti. E' un calcio che ha delle difficoltà importanti dal Covid in poi, ha avuto delle difficoltà notevolissime e questo va migliorato. Il tema è chiaro: i costi aumentano e va tutto a vantaggio dei calciatori e degli allenatori. Al contempo, i ricavi diminuiscono. In questo modo si perdono un sacco di soldi e non si riesce più a mantenere un'attività sostenibile. Lo Stato e il Governo non danno il minimo aiuto: il Decreto Crescita era un vantaggio per il Governo perché se io vado a prendere Lukaku e lo porto in Italia e lui guadagna otto milioni di euro allo Stato va comunque un importante contributo di circa due milioni di euro. E poi hai anche un giocatore forte che dà lustro al campionato. Togliendo il Decreto Crescita, penalizzi il calcio senza avvantaggiare nessuno, nemmeno lo Stato".

Ma come è possibile dire questo? È vero che ci sono stati 3,6 miliardi di perdite, ma le plusvalenze sono scese di 3-400 milioni all'anno. Ed è il motivo per cui ci sono queste serie di rossi pazzeschi. E chi propone gli stipendi? Indizio: non sono né giocatori, né allenatori. La verità è che la Serie A è in rosso da sempre e i presidenti, invece di far quadrare i conti, spendono soldi che non hanno. E non è certo per l'annullamento del Decreto Crescita che si avrà una situazione peggiore.

Un indizio: il Torino, da pagina wikipedia, ha in rosa 21 giocatori su 26 stranieri. Quello che vale di più è Alessandro Buongiorno, italiano, cresciuto nel vivaio del Torino. Questo è un fatto, come la serie storica delle perdite del calcio italiano.

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