Il primo dopo-Vlahovic alla Fiorentina: un gol mancato, buona velocità ma pochi spunti per Cabral
Il dopo Vlahovic a Firenze non ha ancora un nome e un cognome ben definito. Piatek è arrivato da diverse settimane ma contro la Lazio, non al meglio, è partito dalla panchina. In campo invece si è visto l'ultimo acquisto, Arthur Cabral. Per il brasiliano ex Basilea non una prestazione esaltante, anche se qualcosa di buono lo si è già visto nonostante le fisiologiche difficoltà di apprendimento della filosofia di gioco di Vincenzo Italiano. Nei 78' in cui è rimasto in campo, il classe '98 ha effettuato un tiro in porta, di testa e ottimamente parato da Strakosha, e giocato 21 palloni.
Non tantissimi, dati generali alla mano. Il brasiliano si è però mosso con buon dinamismo, sua la velocità media più alta della squadra con 10.81 km/h.
Allargando il ragionamento, il ko per 3-0 contro la Lazio della Fiorentina non è stata certamente l'occasione migliore per una valutazione precisa e attenta sul primo dopo-Vlahovic. Come detto i buoni spunti ci sono stati, se quel colpo di testa fosse entrato in porta oggi staremmo commentando un'altra prestazione e probabilmente un altro risultato. Ma per Italiano il concetto è chiaro: prestazione singola a parte, a Cabral (così come a Piatek) servirà tempo e minutaggio sul campo per entrare a pieno nei meccanismi della sua Fiorentina.






