Il rientro di Chiesa sempre più vicino. Ma la Juventus dovrà essere brava ad aspettarlo
È giornata di vigilia in casa Juventus: domani all’Allianz Stadium infatti arriva l’Empoli capace la scorsa stagione di strappare la vittoria tra le mura casalinghe bianconere. Comincia l’ultimo tour de force dell’anno per Madama con 7 partite in 23 giorni fra Serie A (5) e Champions League (2). Queste ultime uscite saranno anche quelle in cui i tifosi della Vecchia Signora potranno riveder vestire le maglie della loro squadra a Paul Pogba e Federico Chiesa. Per l’esterno d’attacco ex Fiorentina già domani potrebbe essere un giorno speciale.
Chiesa può tornare tra i convocati dopo nove mesi.
Quella di domani potrebbe essere una giornata speciale per Federico Chiesa. L’ultima volta che ha fatto parte del gruppo di giocatori convocati per un incontro è stato lo scorso 9 gennaio in quella sfortunata serata di Roma costatagli la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. 284 giorni più tardi potrebbe arrivare il momento di una nuova chiamata, quella che avrebbe sostanzialmente tutto il sapore della liberazione dopo un calvario particolarmente lungo che ha avuto con sé anche alcune tappe complicatesi più delle attese. Quest’oggi Allegri in conferenza stampa svelerà la scelta sulla convocazione che, se avverrà, difficilmente vedrà il figlio d’arte scendere in campo a meno di una situazione di punteggio particolarmente serena.
Parola d’ordine: pazienza.
L’infortunio è dunque alle spalle, con il peggio ormai che finalmente diventato passato. Il presente però dovrà essere all’insegna di una virtù: la pazienza. Perché per Federico Chiesa ci sarà quasi un nuovo mondo da scoprire. Quello in cui dovrà riprendere confidenza con il suo fisico, dovrà ritornare a respirare le sensazioni che il rettangolo verde gli fornirà, dovrà comprendere che, magari, inizialmente tutto non sarà come ha lasciato: ossia da giocatore travolgente capace di tutto. Ci vorrà pazienza e la Juventus dovrà essere brava ad accompagnarlo nel suo percorso senza affidargli responsabilità che un ragazzo che viene da nove mesi di stop, e alle prese con il primo grave infortunio della propria carriera, non può assolutamente sobbarcarsi. La pazienza è la virtù dei forti e oggi più che mai la Juventus deve dimostrarsi forte nel sostenere il proprio gioiello.






