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Ginestra: "Sorrento da applausi. Catania, Salernitana e Bari si riprenderanno"

Ginestra: "Sorrento da applausi. Catania, Salernitana e Bari si riprenderanno" TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Scialla
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 12:03Serie C
L'ex tecnico del Guidonia analizza i tre gironi di Serie C: "Sorrento straordinario, Catania, Salernitana e Bari possono riprendersi".
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Ciro Ginestra, tecnico che in carriera ha allenato Guidonia, Altamura, Picerno e Casertana fra le altre, è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com per parlare dell'inizio di stagione in Serie C.

Il Sorrento è primo a punteggio pieno dopo cinque giornate. Se lo aspettava a inizio stagione?

"No, assolutamente no. Credo che ci sia del lavoro, ci sia comunque un progetto serio e ci sia un allenatore che conosce bene la categoria. È una squadra fatta su misura, molto bene per la Lega Pro. Quindi tanto lavoro: bisogna fare solo complimenti e alzarsi ad applaudire il Sorrento, perché sta facendo veramente un campionato straordinario. Forse è la sorpresa del campionato di Lega Pro, però poi è naturale che il campionato è talmente lungo che va spezzettato in mini tornei. Ci sono squadre che vanno in difficoltà prima, durante o dopo, però c'è da dire che alla base c'è del lavoro. È giusto che una squadra e un allenatore che lavorano bene siano premiati con questi risultati straordinari".

Tra le squadre che hanno avuto un avvio al di sotto delle aspettative ci sono Salernitana e Catania. Come vede la loro situazione?

"È vero che bisogna fare i complimenti al Sorrento, ma c'è qualche squadra che sta facendo benissimo, come il Potenza, che secondo me arriverà fino alla fine perché ha dato continuità. Ha preso un allenatore molto valido come Ivan Tisci, che conosco bene, e gli faccio i complimenti. Catania e Salernitana sono le squadre che hanno un po' disatteso le aspettative, però credo che il campionato sia talmente lungo... Per la Salernitana dico che comunque alla fine è stato cambiato tanto. La mentalità della Lega Pro si acquisisce facendo dei campionati, perché ne ho fatti tanti sia da calciatore che da allenatore. È difficile poi mettersi in carreggiata. È naturale che Salerno abbia bisogno di altro, perché è una piazza esigente, una piazza che ha sempre bisogno di stare su e dove la gente ti spinge. La stessa cosa vale per Catania, anche se ieri ha ottenuto una vittoria importante su un campo difficile come quello di Picerno.

Proprio per quanto dicevo prima, il campionato è talmente lungo che hanno tutte le possibilità e le potenzialità per riprendersi. Secondo me, alla fine, Catania, Salernitana e Bari saranno le tre pretendenti, soprattutto se arriveranno al mercato di dicembre in una posizione importante. Avranno anche potenzialmente la possibilità di investire e dare il colpo magari di coda per vincere".

Parlando del Bari, quanto può pesare l'assenza dei tifosi al San Nicola?

"Fa la differenza, perché Bari, Salerno e Catania sono piazze incredibili. Lo stesso Cosenza, che sta avendo un momento di difficoltà, è una piazza che ha bisogno del proprio calore e del proprio pubblico. È naturale che lì ci siano dei problemi che noi non possiamo conoscere, sicuramente, tra proprietà, tifosi e gruppi organizzati. Quindi è meglio non entrarci. Posso solo dire che per me il Bari, nonostante tutto, sta facendo molto bene, perché dieci punti non sono pochi per una società che comunque tre mesi fa era retrocessa dalla B, ha avuto mille difficoltà ed è dovuta ripartire da zero.

Vanno fatti i complimenti anche a Massimo Rastelli, perché non è facile lavorare su una piazza in questo momento piena di difficoltà, soprattutto ambientali, e costruire una squadra, creare un'amalgama tra squadra e staff, nonostante non ci sia il pubblico. Io considero che il Bari, alla fine, abbia dei tifosi dal cuore enorme, come tutta la gente del Sud. Quando vedranno che le cose si possono sistemare, credo che torneranno a riempire lo stadio e a dare una mano ai propri calciatori. Perché fondamentalmente il calcio senza tifosi non è niente: non lo si fa per questo? È naturale che prima si risolvano i problemi e meglio sarà per tutti".

Passiamo al Girone B. Anche qui c'è grande equilibrio: chi vede davanti a tutte?

"È un campionato difficile, l'ho fatto lo scorso anno con il Guidonia. Un campionato dove l'anno scorso due squadre, Arezzo e Ascoli, si sono giocate il campionato fino all'ultima giornata. Anche quest'anno, secondo me, il Girone B sarà quello più equilibrato e più difficile. Ci sono tre retrocesse: Spezia, Reggiana e Pescara, che magari è partita in ritardo. Sono tre squadre che fondamentalmente lotteranno. Poi c'è il Ravenna, che ha fatto una squadra importante, c'è il Guidonia che ha messo dentro giocatori individualmente forti.

Ci sono tante squadre forti: il Livorno, il Perugia... Questo è un girone molto equilibrato, molto difficile, bellissimo da vedere. Però credo che alla fine Spezia, Reggiana, Pescara e Ravenna abbiano qualcosina in più rispetto alle altre. Poi bisogna vedere se manterranno le promesse del mercato fatto e quelli che sono gli obiettivi".

Ieri è arrivato a sorpresa l'esonero del tecnico del Vado, addirittura alla vigilia della partita. Come vive la squadra una situazione del genere?

"Male, perché fondamentalmente se si fa un esonero 24 ore prima di una gara vuol dire che era già nella mente della società. Quindi bisogna farlo prima, soprattutto perché si prepara meglio la partita. Poi nel calcio ne parliamo sempre tutti, ma non abbiamo mai un risultato uguale a un altro. Magari stasera il Vado vince perché l'aspetto mentale fa la differenza in tutti gli sport. Però io credo che, per rispetto dell'allenatore e della squadra, le cose vadano fatte quando vengono pensate.

Se c'è bisogno di dare una sterzata con un cambio di allenatore, secondo me non bisogna farlo mai 24-48 ore prima della partita. Anche perché bisogna dare tempo magari a chi si siederà sulla panchina, che in questo in panchina andrà il suo vice. Per rispetto delle persone credo che andasse fatto prima. Però poi nel calcio non c'è mai una scienza esatta, ognuno agisce come vuole. Soprattutto chi mette i soldi è padrone.

Alla fine siamo sempre lì: quando non si ha fiducia in un allenatore non è sempre colpa dell'allenatore. Purtroppo è la verità, e io l'ho fatto sia da calciatore che da allenatore. In campo scendono i calciatori ed è vero che è più facile cambiare una persona che 25 calciatori, ma bisogna farlo con rispetto e non a 24 ore da una partita".

Veniamo a un argomento più leggero: Ronaldinho al Ravenna. Da allenatore, come si gestisce un campione che non gioca da più di dieci anni e che potrebbe scendere in campo per segnare l'ultimo gol della carriera?

"Guarda, è una situazione dove bisogna trovarsi dentro. Io credo che il mister Mandorlini abbia talmente tanta esperienza da saperla gestire nella maniera migliore.

È naturale che lì ci sia un accordo con la società, perché hai detto cose giustissime: è un giocatore che non gioca da oltre dieci anni. È vero che Ronaldinho è stato un grandissimo campione, sicuramente lo è, perché questi tipi di giocatori non hanno neanche bisogno di allenarsi, la verità è questa. Lo hanno dimostrato anche quando erano in attività. È naturale che, in una situazione del genere, dove il Ravenna sta andando forte, può essere qualcosa che crea ancora più entusiasmo. Ma poi fondamentalmente bisogna avere anche rispetto per i calciatori, perché c'è chi si allena la mattina e la sera per conquistarsi qualcosa, una maglia da titolare.

Sotto questo punto di vista bisognerebbe trovarsi nella situazione. Secondo me non c'è allenatore migliore per poterla gestire, perché Mandorlini garantisce esperienza e personalità e conosce bene Ravenna. Il figlio del direttore, Davide, ha giocato con me a Perugia e conosco anche il mister Andrea, perché sono stato a casa loro. Sono persone che sapranno sicuramente gestire la situazione nella maniera migliore.

Non ti nego, però, che anche a me piacerebbe vedere cinque minuti di Ronaldinho, perché per me è stato un campione. Non mi dispiacerebbe affatto vederlo, però purtroppo non decidiamo noi".

Nel Girone A, invece, si aspetta un duello tra Union Brescia e Cittadella per la promozione diretta?

"Sì, mi aspetto un duello perché il Cittadella l'ho visto giocare e mi piace. Ha un'organizzazione di squadra importante e anche lì è stata data continuità ai collaboratori, prima con Gorini e poi con Iori, cioè Musso. Quindi vanno fatti i complimenti alla società per la continuità che è stata data al progetto.

Ha messo i giocatori giusti per fare quel tipo di gioco, il 3-5-2, secondo me in maniera perfetta. Ci sono giocatori importanti che a me piacciono. Il Cittadella non è una sorpresa, è una squadra che darà filo da torcere al Brescia. Poi, fondamentalmente, bisogna dire la verità: il Brescia è superiore sicuramente sotto l'aspetto dei calciatori e di tutto quello che è l'ambiente. Però il Cittadella ha dimostrato ancora una volta di avere idee chiare e progettualità e sicuramente sarà una delle protagoniste di questo campionato.

Anche se, ti ripeto, non lo vedo molto complicato: sono quelle due squadre che si possono giocare il primo posto, con il Brescia nettamente fuori".

Chiudiamo con il suo futuro. Quando la rivedremo in panchina?

"Speriamo di sì. È naturale che non auguro a nessuno di perdere il lavoro, e quando lavoro io non mi auguro mai che qualcun altro possa perderlo. Però questo è un mestiere dove purtroppo siamo legati solo ai risultati. Spero di rientrare presto. Ho fatto qualche chiacchierata con qualche squadra importante, forte. Per adesso continuiamo a lavorare insieme al mio staff, a tenerci sempre aggiornati e poi speriamo che prima o poi capiti l'occasione giusta per dare continuità al lavoro dell'ultimo anno e mezzo fatto eccellentemente a Guidonia"

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