Infantino probabilmente ha tirato troppo la corda. Non bastava il cartellino rosso di Balogun
La notizia del boicottaggio delle nazionali UEFA alla FIFA è qualcosa di epocale. Perché è forse l'unico modo per far cadere l'impero di Gianni Infantino, italiano di origini ma svizzero di nascita, che forse è riuscito nell'ardito compito di far rimpiangere Joseph Blatter. Non bastava il Mondiale alla Russia, al Qatar, agli USA e fianco all'Arabia Saudita. Cercare di racimolare soldi e voti in ogni dove. Probabilmente si è creduto al di sopra di tutti e, come Icaro, è destinato a cadere.
Due mesi oltre il limite
Dall'inizio di un Mondiale giocato a quattro tempi al signorsì trumpiano della grazia a Balogun: sembrava potesse essere abbastanza per rischiare un impeachment. Invece tutto è andato (quasi) per il meglio, con Trump che consegna la Coppa del Mondo alla Spagna e si fa anche fotografare. Tutto molto discutibile, fino alla lettera ai giornalisti che "portano odio". È tutto un po' surreale, fino alla scelta di mettere il Mondiale in vendita per investitori privati. Apriti cielo. E la UEFA - non proprio le carmelitane scalze in quanto a economia - ha detto che oramai si è oltrepassato il limite.
In realtà era già da un po' che si spostava il confine un po' più in là. Per fortuna che - con clamoroso ritardo - qualcuno se ne è accorto definitivamente.






