Inter, Lautaro si è sbloccato col brivido e Correa si è svegliato. Ora tocca ai due big
Inter-Benfica, vista dal punto di vista di Lautaro Martinez, è stata un enorme sliding doors. L'argentino è stato premiato come MVP nel 3-3 che ha portato i nerazzurri in semifinale di Champions League, ma poteva anche non andare così. In un film diverso, l'intervento su Aursnes porta al rigore e al giallo: partita riaperta, il Toro diffidato salta la semifinale a quel punto soltanto eventuale. Non è andata così, è filato tutto liscio per il 10 di Simone Inzaghi: da campione del mondo, è tornato decisivo nella notte più pesante della stagione interista, al termine di uno dei tanti periodi no della sua annata.
Correa e i fischi. Per una sera, persino il Tucu è stato acclamato dal Meazza. Non segnava da ottobre, il gol del momentaneo 3-1 è stato non soltanto bellissimo ma alla fine anche decisivo: ha reso ininfluente il blackout finale dei compagni. Chissà che sviluppi possa avere la storia dell'ex Lazio: resta sull'uscio in vista del mercato estivo, ma i segnali di risveglio erano inattesi e invece sono arrivati.
Mancano i due big. Questione di fisico, perché Dzeko e Lukaku rappresentano l'artiglieria pesante a disposizione dell'Inter. Il bosniaco è fermo a gennaio, al gol di Supercoppa e a quello della Befana se bisogna pensare al campionato. Il belga vive un'annata molto particolare: in Serie A non segna su azione dalla trasferta di Lecce a inizio campionato, di rigore è riuscito a essere protagonista, nelle ultime uscite ha sbagliato l'impossibile. A Empoli partirà titolare, con la rabbia della squalifica confermata in corpo: a livello politico, una vicenda inspiegabile fuori dai confini italiani e che lo motiverà ancora.






