L'Inter pecca di superbia, ma se gioca come ha fatto al Bernabeu gli ottavi non sono un problema
Al gioco del calcio non si vince di possesso palla. E nemmeno per il maggior numero di tiri in porta. Però l’Inter esce dal Santiago Bernabeu con il 64% di controllo della sfera e con 21 tiri a 16. Conta poco, persino zero se poi a vincere è il Real Madrid, però almeno manda un messaggio.
Peccato di superbia e di sufficienza
L’Inter si è fatta da sola due gol. Senza i due errori di Jones e Martinez, il primo su pressione madridista, la squadra di Mourinho non avrebbe forse trovato la via della rete. È un problema, perché ai nerazzurri dei blackout capitano spesso, da anni: un mix di superbia e di sufficienza, per una squadra forte ma che a volte si crede troppo sicura dei propri mezzi. Cristian Chivu ci lavora da tempo, ma non l’ha ancora risolto.
Ma se gioca così…
Il rovescio della medaglia è che, di otto partite nella fase campionato di Champions League, il calendario ne metteva di fronte due davvero improbe: quella del Bernabeu e la trasferta in casa del muro giallo a Dortmund. Per il resto, sulla carta, l’Inter se la gioca con tutte, a partire dal Liverpool (a San Siro il 19 gennaio), perché le altre - Bruges, Stoccarda, Feyenoord, Shakhtar e Slovan Bratislava - le può battere tutte, magari non necessariamente giocandoci in ciabatte. La partita di Madrid, da questo punto di vista, lascia almeno un sorriso in fondo al caffè amaro: se non per arrivare in fondo alla competizione, l’Inter ha tutto per poter andare avanti e gli ottavi di finale sono decisamente alla portata.






