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Juve, la reazione al ritiro c’è stata. Il derby della Mole lo decide una zampata di Vlahovic

Juve, la reazione al ritiro c’è stata. Il derby della Mole lo decide una zampata di Vlahovic TUTTOmercatoWEB
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autore
Simone Dinoi
domenica 16 ottobre 2022, 09:44Serie A

Un piccolo raggio di sole in mezzo alle nuvole scurissime che sovrastano la Juventus nelle ultime settimane. Il derby della Mole finisce con una vittoria della squadra di Massimiliano Allegri che torna così a vedere un po’ di sereno, con la consapevolezza che non può essere una vittoria a cancellare quanto di brutto visto nelle prime tredici uscite. Però la risposta dal ritiro è arrivata ed è quello che che serviva per evitare che tutto crollasse in maniera pressoché definitiva. “I ragazzi hanno dimostrato che sono squadra, - ha commentato nel postgara Allegri, - abbiamo fatto una partita ordinata. Ritiro? Stasera li mandiamo a casa, giusto riabbracciare i bambini. Se lo sono meritato”.

L’approccio c’è, la reazione al periodo nero anche.
Quella che più si attendeva da questo derby della Mole era una reazione emotiva alla pessima notte di Haifa e alle scelta della società di chiudersi in ritiro per un paio di giorni tra le mura del centro sportivo della Continassa. E la risposta della squadra c’è stata, quantomeno non è crollata nelle solite paure, nella solita apatia che aveva contraddistinto buona parte degli ultimi incontri. Le occasioni da gol, nonostante, soprattutto nella prima frazione, una lentezza di una manovra a tratti soporifera, non sono mancate ed è toccato al capocannoniere della squadra, spesso criticato ma altrettanto spesso decisivo, regalare tre punti indispensabile alla Vecchia Signora.

E ci pensa Vlahovic a rasserenare il cielo bianconero.
Ci ha provato nel primo tempo un paio di volte nel primo tempo, ci è riuscito nella ripresa con una zampata delle sue, da attaccante che conosce ogni centimetro dell’area di rigore. Dopo una prima mezz’ora passata perlopiù a far salire la squadra e dare una mano ai compagni sulla pressione granata, il primo squillo se lo cerca sostanzialmente da solo con una conclusione innocua. Qualche secondo più tardi la vera grande chance murata però, a tu per tu, dal connazionale Milinkovic-Savic. È l’antipasto dell'impronta che ha intenzione di lasciare però, in uno stadio che di marcature, frutto del senso del gol, ne ha viste grazie all’innata capacità di David Trezeguet. Angolo di Cuadrado, spizzata di Danilo per il numero 9 che sul secondo palo, con tempismo perfetto, infila il suo settimo sigillo stagionale (sesto in Serie A che lo porta in cima alla classifica dei cannonieri). L’esultanza del gruppo, panchina compresa, è liberatoria. Poi arriva l’abbraccio, in cerchio, a partita terminata con tutta la squadra riunita, segnale di un primo passo necessario per respirare un’aria meno rarefatta nelle prossime ore. Tutti insieme, almeno questo quello che filtra.

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