Juventus, Spalletti chiede più peso a Elkann. E per il ruolo di ds torna di moda l'ex Tognozzi
La sconfitta contro la Fiorentina ha lasciato strascichi profondi in casa Juventus. Luciano Spalletti, nel confronto avuto con John Elkann dopo il ko dell’Allianz Stadium, si sarebbe assunto tutte le responsabilità per il crollo bianconero, senza però nascondere le criticità emerse durante la stagione. Il rapporto con Damien Comolli, pur senza scontri diretti, non avrebbe mai realmente trovato un equilibrio. Tecnico e dirigente, infatti, avrebbero avuto idee molto diverse sia sulla gestione tecnica sia sulle strategie di mercato. Da una parte l’ad francese convinto che bastassero pochi innesti per competere ad alti livelli, dall’altra Spalletti persuaso della necessità di una rivoluzione più profonda.
L’allenatore avrebbe ribadito a Elkann la volontà di avere maggiore controllo sulle scelte sportive e meno interferenze esterne nelle operazioni di mercato. In particolare, Spalletti non avrebbe digerito la mancata aggiunta di un attaccante a gennaio, esigenza che riteneva prioritaria già da dicembre. “La mentalità vincente non si costruisce con due ritocchi”, sarebbe il concetto espresso dal tecnico nelle ultime settimane.
Nel frattempo la Juventus guarda anche al futuro dirigenziale. Tra i nomi tornati di moda c’è quello di Matteo Tognozzi, attuale ds del Rio Ave ed ex uomo scouting bianconero. Il dirigente piace anche alla Roma dei Friedkin per competenze internazionali e affinità con le idee calcistiche di Gasperini, ma alla Continassa il suo eventuale ritorno potrebbe diventare concreto soprattutto nel caso in cui Giorgio Chiellini ottenesse maggior peso decisionale all’interno del club. Tognozzi, intanto, resta alla finestra. E il suo nome potrebbe presto intrecciarsi con le prossime scelte strategiche della Juventus.











