Come può cambiare la dirigenza della Juventus in caso di addio al progetto Comolli
Sliding doors. La Juventus è davanti all'ennesimo bivio, all'ennesima scelta. Senza la Champions League, ora più un miraggio che una reale e concreta possibilità, il club di John Elkann cambierà ancora una volta? Un nuovo ribaltone, cambiare riprovando un'altra strategia dopo il fallimento del progetto Damien Comolli? Tutto sul tavolo, le parti si parleranno, discuteranno, cercheranno di capire che strade prendere. Se riprovare con la continuità, o se dare un nuovo scossone. Analizziamo allora l'ipotesi del 'what if' con l'addio al progetto Comolli.
Come può cambiare la dirigenza della Juventus? Senza dubbio avrebbe un ruolo più centrale Giorgio Chiellini, che diventerebbe direttore generale a tutti gli effetti. Il rapporto diretto con John Elkann e pure con Luciano Spalletti, sarebbe lui il trait d'union e il volto del club. Comolli potrebbe salutare Torino o essere depotenziato, potrebbe altrettanto chiudersi l'avventura del dt Francois Modesto mentre dovrebbe e potrebbe restare saldo come direttore sportivo Marco Ottolini. Perché l'ex Genoa conosce bene entrambe le anime del club, sia la filosofia Comolli che quella bianconera, arrivando lui proprio da un percorso juventino prima di andare in Liguria.
Potrebbe, ragioniamo sempre per ipotesi e scenari, entrare in società anche un nuovo dirigente, un chief scout per lavorare al fianco di tutte le altre parti. E in questo non è da scartare, come detto, l'ipotesi emersa negli ultimi giorni di un rientro in organigramma di Matteo Tognozzi che ha visto nascere la sua carriera proprio ai tempi dello Zenit di Spalletti. Già. E Luciano Spalletti? Perdere il derby col Torino potrebbe spalancare ogni scenario nefasto in ogni senso. La volontà della Juve sembra, anche senza Champions (mai dire mai, però!), dargli più forza, un ruolo centrale alla Gian Piero Gasperini a Roma. Certo è che se dovesse cambiar tutto, a Torino qualcuno inizia già a sussurrare il nome di Antonio Conte.











