L'all in del Milan e i numeri di CDK che non tornano. Ma i casi Leao e Tonali insegnano
In fondo, lo ha detto colui che meglio di altri lo conosce e lo valuta giorno giorno. "Sulle qualità di Tonali o Leao non c'erano dubbi, così come non ci sono su quelle di Charles... E' qui solo da 4 mesi", ha confessato pochi giorni fa il tecnico del Milan Stefano Pioli. Arrivato la scorsa estate dal Bruges, Charles De Ketelaere non ha affatto entusiasmato nei suoi primi mesi italiani. Anzi. Qualche giocatina strappa applausi nelle prime apparizioni, ma di fatto mai decisivo, mai convincente, mai in gol. E sì che sono partite le critiche, acuitesi nella trasferta londinese contro il Chelsea in cui il talentino era chiamato a prendere la squadra sulle spalle viste le tante assenze, ma terminata con un 4,5 in pagella.
Il prezzo pesa. Ma Leao e Tonali sono insegnamenti
Su di lui, inevitabile, pesa anche la cifra spesa dal Milan in estate: una sorta di all in da 35 milioni circa, che ha innalzato le aspettative a livelli clamorosi. Tutti o quasi si aspettavano meraviglie fin dalla prima palla toccata, ma i fatti raccontano altro. Raccontano di un giocatore spesso sotto tono, incupito dai primi fischi e fin troppo molle nell'approccio alle partite. Un po' come Tonali e Leao alle prime apparizioni rossonere, se ben ricordate. Già, nei loro primi mesi milanisti in pochi intravedevano quello che sono oggi. Ovvero giocatori fatti, pronti, meritevoli di rinnovi multimilionari e protagonisti della squadra Scudetto. Ecco, la speranza e l'idea di Pioli è proprio quella: far passare la tempesta mediatica, farlo sopravvivere ai fischi e lavorarci su. Con concetti tattici ma soprattutto crescita mentale. E chissà che già dai prossimi mesi, il rendimento sarà migliore rispetto alle 18 presenze con 0 gol e 1 solo assist della prima parte di stagione.






