L’infortunio di Acerbi apre una voragine (già esistente): Sarri ha bisogno di rinforzi in difesa
Prima i numeri, tremendi: 37 gol subiti. Peggio di ogni altra diretta concorrente in Serie A. Come Empoli e Sampdoria, solo Genoa (38), Cagliari (41), Spezia (41) e Salernitana (42) ‘vantano’ numeri peggiori. E in Europa, le squadre con una fragilità simile sono tutte in zona retrocessione. Insomma, se dalla ‘cintola in su’ il bicchiere è mezzo pieno, come ha sottolineato giovedì Sarri riferendosi alla qualità in fase offensiva (42 reti, terzo miglior attacco), dal centrocampo in giù è buio profondo. Si salvi chi può, sos, mayday.
Che la Lazio abbia difficoltà in difesa non lo si è scoperto di certo giovedì contro l’Empoli. È un difetto che c’è da anni e con Sarri, che ha portato un’idea più offensiva, si è accentuato. In ogni sessione di mercato i tifosi hanno sempre invocato un rinforzo, un difensore di spessore per dare più stabilità al reparto: non è mai arrivato, ma adesso ce n’è assoluto bisogno. Perché Sarri, salvo clamorose novità, non avrà per il prossimo mese Francesco Acerbi. Il pilastro (meno solido del passato) della retroguardia biancoceleste ha avuto giovedì una ricaduta ai flessori della coscia sinistra: si teme un infortunio più pesante (stiramento di secondo grado), lunedì gli esami .
Nei piani della Lazio non c’era l’acquisto a gennaio di un centrale, ma di un terzino sinistro, al posto di Lazzari, sulla via della cessione (concreta l’ipotesi Torino). Ma l’infortunio di Acerbi può costringere Tare e Lotito di rivedere i piani: numeri e risultati alla mano, non farlo sarebbe un errore. La strada però sembra tracciata.






