La frecciata di Cardinale, la doppia replica di Marotta. L’Inter oggi è quello che il Milan non riesce a essere
In due tempi. Così Beppe Marotta ha scelto di replicare a Gerry Cardinale, patron del Milan tramite RedBird, protagonista nei giorni scorsi di un’uscita abbastanza avventata: al capitolo relativo ai problemi del calcio italiano, ha inserito anche “presentarsi a una finale di Champions League e perderla 5-0”. Un riferimento al ko di Monaco di Baviera, che non è passato esattamente inosservato in viale della Liberazione.
La doppia replica di Marotta. Il presidente nerazzurro ha scelto prima il fioretto: “A Cardinale vorrei dire due cose, la prima è che gli auguro i nostri stessi successi - ha detto a margine della partita con l’Hellas Verona, nella quale all’Inter è stato consegnato lo scudetto -. La seconda la tengo per la prossima cattiveria”. Oggi, però, eccola lì: “L’unica squadra di Milano con due stelle”. Fattuale.
A pesare, oltre alle reciproche stilettate, è la situazione dei due club. Un aspetto che va oltre il double appena conquistato dall’Inter, che avrebbe sconsigliato ai vertici del Milan, tuttora alla ricerca di una qualificazione alla Champions League, qualsiasi dichiarazione al vetriolo. E poi, proprio guardando all’Europa, la cronistoria recente: dal 2016 a oggi, l’Inter ha sempre centrato l’accesso alla Champions. Il Milan, appena quattro volte. La bacheca nerazzurra si è arricchita di tre scudetti, quella rossonera di uno. Da quando c’è Cardinale, il Milan ha chiuso una volta secondo in classifica e l’altra ottavo, in attesa di capire quale posizione, dalla terza alla sesta, occuperà alla fine di questo campionato. L’Inter, nello stesso lasso di tempo, vanta due primi posti e un secondo. Al netto dell’utile in bilancio - che ormai vantano entrambe, il Milan da una stagione in più, ma non è questione che interessi più di tanto i tifosi - a oggi la metà nerazzurra di Milano è effettivamente ciò che quella rossonera vorrebbe, ma non riesce a essere. Proprio Marotta incarna una continuità al vertice che al Milan non c’è da troppo, in attesa del prossimo ribaltone.











