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Lautaro, sì all'Inter: un rinnovo da capitano. Basta nostalgia per le bandiere del passato

Lautaro, sì all'Inter: un rinnovo da capitano. Basta nostalgia per le bandiere del passato TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
sabato 1 giugno 2024, 07:00Serie A

Lautaro Martinez dice sì all'Inter e si appresta a rinnovare il suo contratto. Sono bastate poche ore, perché la storia della trattativa fra il club campione d'Italia e il suo capitano cambiasse direzione. Il rapido incontro di giovedì fra il ds Ausilio e l'agente Camano faceva presagire di tutto: la distanza era immutata, le posizioni cristallizzate. È servito l'intervento del Toro, perché l'impasse si sbloccasse: è sempre voluto rimanere a Milano, ha sempre dichiarato che gli sarebbe piaciuto rinnovare, ha ribadito al suo procuratore che, ok provare a guadagnare il massimo possibile, ma l'intenzione è sempre stata quella.

Un gesto da capitano. È una mossa che chiude in un attimo settimane di dubbi e incertezze. Anche di giudizi, su quel capitano che spara cifre del tutto irricevibili per la dirigenza di Viale della Liberazione. Ha tirato la corda, sì, ma alla fine ha scelto di proseguire e tutto sommato è questo che conta. È un gesto da capitano, mica da crocerossina: Lautaro dal 1° luglio 2024 guadagnerà più soldi di quanti non ne percepisca oggi. Neanche pochi, se la base fissa sale da 6 a 8 milioni di euro. Ne voleva di più? Probabilmente sì, quantomeno è questo che il suo procuratore ha provato a spuntare. Avrebbe valutato l'addio se fosse arrivata un'offerta concreta al livello richiesto? E chi lo sa. C'è qualcosa di male? No.

Ai miei tempi…. Dicono quelli che hanno qualche anno in più. E subito si scomodano bandiere di un calcio che nel 2024 non esiste da parecchio tempo. Si citano i totem della Serie A dell'età d'oro: Zanetti, Maldini, Del Piero, Totti. Una carriera tutta o quasi con una maglia, finché qualcun altro - in qualche caso - non ha deciso per al posto loro.

Quelli sì, che lo facevano per amore e non per soldi, sostiene chi vede nei campioni del passato dei riferimenti e nei calciatori di oggi dei bamboccioni pretenziosi. Sarà mica vero? Ovviamente no. Quantomeno non sempre. Forse per Zanetti o Maldini, ma il primo avrà pur fatto presente che lo cercava il Real Madrid - retroscena svelato solo di recente - e il secondo ha ricordato da dirigente che non solo di amore e passione si vive. Totti, per esempio, non ha mai nascosto l'importanza dell'aspetto economico. Senza considerare il peso specifico del Pupone, il cui parere era spesso centrale nelle scelte della società. Nel 2016, poi, altro che telenovela. Quanto a Del Piero, l'avvocato Claudio Pasqualin qualche tempo fa raccontava, sulle nostre pagine, una delle trattative più accese per il rinnovo. E il famoso contratto firmato in bianco fu una mossa di rottura nei confronti di Agnelli, che infatti portò più avanti all'addio. Tutto lecito, anzi: tutto giusto. Le bandiere, ognuno con i suoi modi, hanno sempre fatto così. E nessuno si è mai scandalizzato.

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