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Lazio, acquisti e rinnovi bloccati: perché il mercato a saldo zero è l’ennesimo fallimento

Lazio, acquisti e rinnovi bloccati: perché il mercato a saldo zero è l’ennesimo fallimento TUTTOmercatoWEB
© foto di TuttoSalernitana.com
Lorenzo Beccarisi
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Lorenzo Beccarisi
lunedì 22 giugno 2026, 06:30Serie A

Dovrebbero essere abituati i tifosi biancocelesti a convivere con il mercato “condizionato”. La società biancoceleste infatti è stata sanzionata in tre delle ultime quattro sessioni, a cominciare dal nefasto 2025. Prima il mercato a saldo zero a gennaio, poi il blocco completo in estate. Il 2026 si era aperto con i festeggiamenti in pompa magna per il mercato libero, sfruttato per finalizzare la bellezza di due rinnovi (Marusic e Provstgaard) e per chiudere con un attivo di 30 milioni il saldo tra acquisti e cessioni. E se per le plusvalenze si può comprendere la strategia di un club che ormai cerca disperatamente di fare cassa, è impossibile comprendere la strategia passiva sul fronte rinnovi. La volontà di avvicinarsi alla scadenza di così tanti contratti toglie potere contrattuale alla società, limitando così la possibilità di cedere a cifre importanti. No rinnovi, giocatori più vicini alla scadenza e offerte al ribasso come nel caso di Mario Gila.

Lazio, perché il mercato a saldo zero è un problema

Compresa la natura fallimentare della strategia “no rinnovi, offerte al ribasso” uno degli obiettivi principali per il futuro dovrebbe essere quello di allontanare le scadenze dei giocatori che possono avere più mercato. Decisione che la Lazio avrebbe dovuto prendere mesi fa quando poteva avere libertà di operatività, ma che non ha fatto per motivi di difficile comprensione. I giocatori in scadenza 2027 ormai sono tutti, o quasi, da considerare in uscita e quasi in svendita. Da Cancellieri a Lazzari, da Romagnoli a Provedel, il banco delle offerte è stato piazzato sul mercato e si aspettano compratori. Il target successivo va ai giocatori in scadenza 2028, quei pochi che possono avere valore sul mercato. I due nomi principali sono Rovella e Isaksen, giocatori su cui la Lazio non ha preso una decisione. Non sono sul mercato, ma non hanno rinnovato. O partono in estate o il loro valore tra dodici mesi sarà dimezzato. Ad oggi la società biancoceleste non può proporre rinnovi di contratto e non può finalizzare acquisti se non ci sono prima cessioni. L’ufficialità di Pedraza è vincolata alla cessione di Romagnoli, gli eventuali rinnovi di Rovella e Isaksen sono legati alla partenza di Gila, che porterebbe la liquidità necessaria a sbloccare il mercato. Una rincorsa continua che appartiene solo alla Lazio, visto che le altre 19 società di Serie A hanno già ripianato i loro conti e opereranno in condizioni di mercato libero. Solo i biancocelesti continuano a inseguire con un modello societario che, mai come oggi, appare in enorme affanno.

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