Lazio, tra elmetto e "grandissima difficoltà": così inizia l'era Gattuso
"Vengo in una società che so bene essere in grandissima difficoltà. La mia storia dice questo: dove c’è casino e non si attraversano buoni momenti io sono a mio agio". Così Gennaro Gattuso ha spiegato ieri in conferenza stampa la scelta di dire sì alla Lazio dopo esser stato spesso corteggiato dai biancocelesti. "Sono stato più di una volta vicino a venire qua, non nego che se non ci fossero state queste condizioni avrei rifiutato ancora una volta". Quasi a far intendere che serviva vedere la peggior versione della Lazio degli ultimi quindici anni per ottenere il suo sì. La sfida c'è, eccome se c'è e ne è consapevole lo stesso Gattuso: "Quando mi hanno chiamato il direttore e il presidente mi hanno spiegato la situazione, c'è da mettere l'elmetto. Devo essere obiettivo, ci sono almeno 7-8-9 squadre che partono davanti a noi".
Lazio, ridimensionamento a 360 gradi: le richieste di Gattuso ridotte al minimo
"Dobbiamo riuscire a non sbagliare nelle poche cose che dobbiamo fare per completare la rosa". Per una squadra che negli ultimi 15 giorni ha perso il portiere titolare, i due difensori centrali titolari, uno dei tre migliori marcatori e il centrocampista dal rendimento migliore della passata stagione è un po' riduttivo parlare di "poche cose da dover fare". Le richieste di Gennaro Gattuso però vanno di pari passo con le disponibilità della Lazio. Si può fare poco e quindi non si deve sbagliare. I nomi erano già stati individuati, a cominciare da Sergi Dominguez per il quale però la Dinamo Zagabria continua a chiedere cifre e condizioni fuori dalla portata della Lazio. Ci vorrà pazienza, anche se in difesa domani il ritiro inizierà con un Patric non al 100% e il solo Gigot da poter affiancare a Provstgaard, nonostante il francese non giochi una partita ufficiale da maggio 2025. Calma e tranquillità sul mercato. Anche se tranquillo, come si dice a Roma, ha fatto una brutta fine.






