Nel segno di Diego (e Rattin): in semifinale non poteva non esserci Inghilterra-Argentina
Di nuovo, come quarant’anni fa, sarà di nuovo Argentina contro Inghilterra in una semifinale dei Mondiali. La mistica che accompagna Lionel Messi ormai di fatto da un’intera carriera non potrà che essere alimentata da questa partita che gli si para davanti. Tempo di finire i festeggiamenti di serata, poi sarà costretto a pensarci.
Nel segno di Maradona
In questo cammino leggendario nel quale sono immersi Lionel Messi e i suoi compagni di squadra, tornerà alla mente di molti la partita del Mondiale 1986, quella che ha iscritto Diego Armando Maradona, mito ispiratore per tante generazioni tra cui anche quella della Pulce, dalla semplice storia del calcio alla leggenda. Tra una Mano di Dio e una fuga in dribbling solitario contro l’intera difesa avversaria, senza scordarsi tra l’altro dello scomodo contorno delle Isole Malvinas (o Falkland, se parteggiate l’altro lato): da quel giorno, Argentina-Inghilterra non è mai una partita come le altre. Non può esserlo.
E anche di Rattin
Nelle scorse ore il calcio argentino ha pianto la scomparsa di Antonio Ubaldo Rattin, bandiera del Boca Juniors e nazionale argentino nel Mondiale del 1966. Dopo il quale furono inventati i cartellini, per via della sua protesta plateale a seguito dell’espulsione dal terreno di gioco. Visibilmente contrariato, l’allora centrocampista se la prese pure con una bandiera della selezione avversaria. Che era tra l’altro pure quella del paese ospitante, cosa che gli aveva attirato contro non poche antipatie. Che squadra era? L’Inghilterra naturalmente. Anche se erano ‘solo’ quarti di finale, nella mente degli argentini tutto ciò non potrà apparire come mera coincidenza.






