Lazio, il fallimento dei ‘rinforzi’ invernali: 72 minuti per Cabral, nessuno per Kamenovic
Lo avevamo abbondantemente anticipato, è arrivata la conferma dal campo. Altro che occasioni o rinforzi, meglio parlare di acquisti utili solo a livello numerico. Kamenovic e Jovane Cabral, i due innesti di gennaio della Lazio, sono ancora dei corpi estranei alla creatura di Sarri. Zero minuti per il difensore dell’Under 21 serba, 72’ per l’esterno d’attacco arrivato dallo Sporting Lisbona negli ultimi minuti di mercato: Cabral è in prestito con diritto di riscatto a 8 milioni, difficile che verrà riscattato. Entrambi sono partiti con le rispettive nazionali per ritrovare minuti e fiducia, prima di tornare a Formello e cercare spazio.
Mentre le altre si rinforzavano (Vlahovic alla Juventus, Boga all’Atalanta, Sergio Oliveira alla Roma, solo per citare alcuni colpi), la Lazio è rimasta ferma. Nessuna novità, s’intende. I tifosi soprattutto a gennaio c’erano abituati, anche se speravano che con Sarri il vento potesse cambiare. A bloccare le operazioni bianococelesti, il famoso indice di liquidità, che d’ora in poi sarà il parametro per iscriversi al campionato.
Il fallimento di mercato è stato evidente nel derby: senza Zaccagni squalificato, nella ripresa Sarri al posto di uno spento Felipe Anderson ha inserito il giovane argentino 2004 Luka Romero, tra i migliori dei biancocelesti. Nessun dubbio sulle sue qualità, è un talento cristallino, ma il suo ingresso è anche un messaggio che Sarri ha voluto mandare alla società: basta acquisti inutili, servono elementi funzionali e all’altezza. È qui che ruota la permanenza o l’addio di Sarri, nei programmi futuri e nella disponibilità della società di venirgli incontri nelle idee. Lotito e Tare sono avvisati.






