Lazio retrocessa in Conference, Parolo: "È mancata la mentalità, il girone era alla portata"
Il giorno dopo la sconfitta con il Feyenoord e a due giorni dal derby contro la Roma ha parlato a Lazio Style Radio l'ex capitano della Lazio, Marco Parolo. Queste le sue dichiarazioni fra Europa e Serie A: "Quella col Feyenoord è stata una partita in cui la Lazio è stata dentro nonostante qualche cambio di formazione. Nel primo tempo però bisognava fare gol viste le occasioni create. Nella ripresa l'inerzia sembrava più verso il Feyenoord anche per via della pressione del pubblico di casa e della gestione arbitrale non troppo lineare. È mancata la mentalità vincente perché il girone era alla portata. Sul loro gol c'è stata più sfortuna. Non ho visto il fallo su Patric, probabilmente c'era quello su Cancellieri. Dopo il gol la Lazio non ha avuto la forza di reagire e si è innervosita così come già successo contro la Salernitana. Adesso in Conference bisognerà essere concentrati per andare avanti. Non è scontato vincere una competizione. Anche la Coppa Italia all'inizio non la guarda nessuno, poi dalle semifinali le partite diventano agguerrite e la finale diventa spettacolare. Giocare per vincere aiuta a crescere mentalmente".
Che derby si aspetta?
"È una storia a sé. Spesso la squadra che è messo peggio poi tira fuori il meglio. La Roma però per caratteristiche ti portano a giocare male. Si tratta di una sfida adrenalinica, magica in cui giochi per il tifoso. Chi visita Roma non può non vederlo a prescindere dalla fazione. Vincerlo è un'emozione unica, è uno dei regali più belli che si può fare ad un tifoso della Lazio. Sono molto legato a quelli di Coppa Italia che ci ha aperto le porte alla vittoria del mio primo trofeo, ovvero la Supercoppa contro la Juventus. Sarà una partita intensa e fisica. La squadra dovrà mantenere la calma per poi palleggiare bene e portarla a casa. La Lazio per come è concepita ha singoli straordinari che vengono esaltati dal collettivo. La Roma invece può anche non essere squadra e affidarsi alla giocata dei suoi uomini migliori".






