Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroeSportsFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A AtalantaBolognaCremoneseEmpoliFiorentinaHellas VeronaInterJuventusLazioLecceMilanMonzaNapoliRomaSalernitanaSampdoriaSassuoloSpeziaTorinoUdinese
Canali altre squadre AlessandriaAscoliAvellinoBariBeneventoBresciaCagliariCasertanaCesenaFrosinoneGenoaLatinaLivornoNocerinaPalermoParmaPerugiaPescaraPordenonePotenzaRegginaTernanaTurrisVenezia
Altri canali Serie BSerie CChampions LeagueFantacalcioNazionalieSportsStatisticheStazione di sosta
live

Spezia, Gotti: "Nzola attaccante perfetto per me, qui mi hanno voluto"

LIVE TMW - Spezia, Gotti: "Nzola attaccante perfetto per me, qui mi hanno voluto"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 1 luglio 2022, 17:10Serie A
di Niccolò Pasta
Premi F5 per aggiornare la diretta

16.20 - Luca Gotti è il nuovo allenatore dello Spezia. Dopo l'addio di Thiago Motta, i liguri hanno scelto l'ex allenatore dell'Udinese per guidare il club bianco, nel suo terzo anno consecutivo in Serie A. Tra pochi minuti, dalla sala stampa del centro sportivo Ferdeghini, il tecnico verrà presentato alla stampa: segui su TMW la diretta della sue parole.

16.30 - Inizia la conferenza stampa.

Prende la parola il direttore Riccardo Pecini: "Siamo qui a presentare l'allenatore, una scelta ponderata. Abbiamo parlato tantissimo, crediamo di aver trovato la persona giusta per il nostro progetto sportivo e per quello che è l'ambiente Spezia, due cose indissolubili. Per noi è importante avere la persona giusta anche per il nostro ambiente. Ora gli lascio la parola".

Si presenta Luca Gotti: "Sono estremamente contento di essere qua, estremamente. Sono a vostra disposizione, partiamo".

Perché Spezia?
"Fortunatamente e in maniera inaspettata avevo alternative. C'è stato un aspetto determinante, mi sono seduto con altri club che mi stavano valutando tra altri allenatori. E per come sono fatto io ha fatto la differenza la sensazione che lo Spezia cercasse proprio me, come allenatore e come persona. E tutto questo, al di là di ogni aspetto economico. In maniera anomala, la trattativa economica è durata tre minuti. Mi hanno chiesto le mie idee, senza procuratori e intermediari, come persone normali. Al di là di ogni aspetto economico, c'è stata gratificazione nella sensazione di essere la persona giusta".

Cosa pensa della rosa dello Spezia?
"È una rosa anomala, il percorso che ha avuto questa squadra è anomalo. È una rosa giovane, con poca esperienza globale in Serie A ma con quasi tutti un anno di esperienza importantissima. Ci sono giovani estremamente interessanti, con grandi margini di miglioramento. Ora qualche giocatore che è stato importante l'anno scorso possa non esserci, ma c'è da parte del club la rassicurazione e la volontà rispetto a sostituire eventuali partenze e aggiungere dove individueremo lacune, con giocatori funzionali".

Chi è Luca Gotti?
"Una persona molto semplice, un campagnolo, figlio di un operaio e di una casalinga. Un entusiasta, che si è costruito i suoi gradini uno dietro l'altro e che piacevolmente è sorpreso dalla vita. Io avevo intrapreso un percorso misto da allenatore, interrotto per fare un altro lavoro, il collaboratore, ruolo che mi piaceva molto per la vicinanza e per il calcio, senza avere dell'extra campo, che digerisco con più difficoltà. Ero molto contento di fare il vice e non lo facevo pensando a chissà cosa per il futuro. Ma la realtà poi ti sorprende, si sono verificate alcune situazioni e ora sono in prima linea".

Come sarà lo Spezia di Gotti?
"Lo Spezia non è di Gotti. È un club con grande integrazione, con passione, di appartenenza. È uno Spezia nostro, che dipenderà tanto dalle caratteristiche dei giocatori, che proverò a mettere nelle migliori condizioni. Ho idee chiare, per semplicizzare le cose. Voglio che i giocatori sappiano cosa fare, una squadra equilibrata e io sono per l'impegno, un dogma che non può mancare in un lavoro così bello. Il talento sprecato lo mal sopporto, così come chi non dà tutto quello che ha. Questa spinta cercherò di averla sempre".

Cosa vorrebbe portare di quanto ha imparato a Udine? Quando avete parlato la prima volta si pensava al mercato chiuso?
"Rispetto all'esperienza di Udine è stata una anomalia, perché sono stato tanto. Ogni percorso ci aiuta se sappiamo far tesoro delle esperienze e il nostro compito è fare in modo di crescere. Udine mi ha dato spunti di riflessione e spero miglioramento. Il mercato? Abbiamo parlato e sembrava che il mercato fosse chiuso, ma questa cosa non mi ha mai spaventato rispetto a questo mercato. Era quasi un'opportunità. Era una rosa salva, con entusiasmo che non poteva perdere giocatori. E potevamo lavorare senza confusione, concentrandosi sui ragazzi a disposizione. La cosa più preoccupante era il mercato chiuso in altre finestre di mercato, per aggiustare la rosa. Quest'anno ci saranno due campionati: partire con una rosa che si conosce già, parte e fa 15 partite di fila fino a novembre era piacevole. Il dispiacere viene più ai dirigenti, che devono fare il mercato".

Nzola è l'attaccante giusto per lei?
"Assolutamente sì, ma uso il condizionale. Mi è piaciuto tantissimo due anni fa, da fuori fai sempre fatica di capire il perché succede ciò che succede. Lo scorso anno ha avuto meno spazio, con meno soddisfazioni. A me sembrerebbe un vero primo acquisto. Poi dico che quando cambia un allenatore, pur con il grande riconoscimento che va dato a chi ha dato un grande contributo e ha sudato in passato, le gerarchie si azzerano, e danno a tutti pari opportunità. Nzola, come gli altri, dovrà mettersi in condizione di meritare la fiducia mia e del gruppo. A me piace molto, ma giorno per giorno vedremo cosa succederà".

Ha un'idea per il modulo che utilizzerà? Antiste e Strelec faranno parte della rosa?
"Non sono un integralista del sistema di gioco, ho sempre ritenuto giusto o sbagliato che sia, che i giocatori dovrebbero essere messi nella miglior condizione per esprimere al meglio la propria potenzialità. E per questo uno pensa ai giocatori più importanti e metterli nella posizione di comfort. Ho rivisto le partite e, fatto salvo che da lunedì il campo mi darà risposte rispetto a quanto ho immaginato, mi sono fatto la mia idea. Penso che i difensori a disposizione e gli esterni mi fanno pensare ad una difesa a tre, con quinti di un certo tipo. Poi capiremo se quinti o quarti. Sono aperto mentalmente, valuto i singoli e vedremo se staranno nel loro comfort. Poi vedremo se queste cose saranno confermate. Strelec e Antiste? Vale il discorso di Nzola, io l'ho detto alla società: davanti secondo me lo Spezia è attrezzato. Ha giocatori diversi, che possono integrarsi, loro due sono due ragazzi fra quelli con grandi margini di miglioramento e su cui sia io che il club puntiamo".

Una precisazione di Pecini.
"L'anno scorso abbiamo fatto investimenti e il fatto che ora si sia aperto il mercato non ci deve far pensare che ripartiamo da zero o che l'anno scorso si sia sbagliato. Abbiamo una base solida, con giovani che devono ancora esprimersi. Ora possiamo aggiustare alcune cose, che non avremmo potuto fare con il mercato chiuso".

Quanto è importante la passione del tifo per la salvezza?
"Nel mondo del calcio ne sentiamo di tutti i colori. L'espressione retorica 'il dodicesimo uomo', che spesso viene abusata, è una sensazione che ho avuto quando sono venuto a giocare qui allo Spezia. Il dodicesimo uomo qui c'è. È una componente importante, lo è stata in queste annate, e penso lo sarà anche nel nostro percorso".

Da anima contadina cosa si porta dietro?
"Tanto. Semplicità, casa, cultura della campagna, della natura. I valori semplici, della famiglia, del papà, del nonno, della nonna".

Ha avuto modo di contattare qualche giocatore di Udine che possa raggiungerla?
"No, assolutamente. Sono stato sorpreso da ricevere messaggi di articoli con lo Spezia accostato a nomi di cui mai abbiamo parlato. Sono stato sorpreso. Poi che succede, si innesca una scintilla e il giocatore magari ti chiama. Ma non è successo nulla".

Questo è il terzo anno dello Spezia in A, sente la responsabilità dopo due salvezze?
"Tutti noi abbiamo l'ambizione di migliorarci, cerchiamo di non adagiarci, di fare una cosa in più, anche simbolicamente. L'ottica deve essere quella del miglioramento. La bellezza della Serie A è la sua difficoltà. Se l'epilogo sarà quello degli ultimi due campionati, ben vengano le previsioni che ci danno retrocessi".

Con lei e con la difesa a tre si chiude un ciclo e se ne apre un altro?
"Io direi di sì. Fatto salvo quanto detto prima, e che questa cosa andrà valutata in campo, rispetto a chi potrà arrivare e chi potrà andare, avere un'idea è importante. Poi ad esempio il 3-5-2 della Lazio non è quello dell'Inter o dell'Udinese, ci sono le caratteristiche e gli obiettivi. Il sistema di gioco, nella mia idea, è un'espressione numerica che ci serve per capirci, ma la plasticità con cui domenicalmente andiamo ad affrontare gli avversari fanno in modo che tante volte non abbiamo senso l'espressione numerica. Se nel 4-3-3 ho un terzino alto e uno no magari difendo a tre di più di una squadra con tre centrali. Questi compiti li diamo noi in campo, bisogna avere un'idea plastica".

Per Pecini. Maggiore sembra che possa partire, vuole dare spiegazioni?
"Con la maggior semplicità possibile. Abbiamo avuto due manifestazioni di interesse per Giulio, ma nessuno a noi ha parlato di numeri e ha fatto un'offerta. Il nodo, rispetto alla sua produzione, è legato al contratto ed è normale che siamo tutti vogliosi di tenerlo. Abbiamo parlato a lungo con gli agenti in questa direzione con onesta devo dire che se arrivassero offerte dovremmo valutarle, se non si arrivasse ad un esito finale per il contratto".

17.10 - Si chiude la conferenza stampa.