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17 luglio 1994, la finale del Mondiale americano. A Pasadena Baggio manda alto il rigore

17 luglio 1994, la finale del Mondiale americano. A Pasadena Baggio manda alto il rigore
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Andrea Losapio
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Andrea Losapio
Oggi alle 00:00Accadde Oggi...

Il 17 luglio del 1994, al Rose Bowl di Pasadena, in California, fa caldissimo. Sul prato dello stadio va in scena una delle sfide più affascinanti della storia del calcio: Brasile contro Italia, la finale del Mondiale statunitense. L'ultimo incrocio per il titolo aveva sorriso ai verdeoro, protagonisti del leggendario 4-1 del 1970. Dodici anni più tardi, invece, erano stati gli azzurri a scrivere una delle pagine più memorabili della propria storia, battendo il Brasile 3-2 grazie alla tripletta di emozioni firmata da Paolo Rossi, diventato per tutti "Pablito", trascinatore di un'Italia che dopo un girone complicato trovò improvvisamente la strada verso il trionfo.

Il cammino

La sconfitta all'esordio contro l'Eire aveva complicato subito i piani, mentre l'espulsione di Pagliuca contro la Norvegia sembrava aver compromesso definitivamente il torneo. A tenere in vita l'Italia ci pensò Dino Baggio, con il colpo di testa che regalò una vittoria tanto sofferta quanto fondamentale, conquistata in inferiorità numerica. Il pareggio con il Messico bastò soltanto per il terzo posto nel girone e la qualificazione arrivò grazie alla differenza reti Da quel momento iniziò un'altra storia: la vittoria sofferta contro la Nigeria, arrivata soltanto ai supplementari nonostante l'espulsione di Gianfranco Zola; il discusso quarto di finale contro la Spagna, segnato dalla gomitata di Mauro Tassotti a Luis Enrique; infine la semifinale contro la Bulgaria, risolta dal talento di Roberto Baggio.

La finale

Tutto sembrava apparecchiato per l'impresa. Il Brasile era arrivato in finale con un percorso più lineare, mentre l'Italia aveva speso energie fisiche e mentali enormi. La finale tradisce le attese. È una partita bloccata, povera di occasioni e dominata dalla tensione. Dopo 120 minuti senza reti, il destino si decide ai calci di rigore. Franco Baresi calcia alto il primo penalty italiano, Daniele Massaro si fa ipnotizzare da Taffarel e, infine, Roberto Baggio spedisce il pallone sopra la traversa. È l'immagine destinata a diventare il simbolo di quel Mondiale.

Brasile-Italia 0-0
Sequenza rigori: Baresi (sbagliato), Marcio Santos (sbagliato), Albertini (gol), Romario (gol), Evani (gol), Branco (gol), Massaro (sbagliato), Dunga (gol), R. Baggio (sbagliato)

Brasile
Taffarel, Jorginho (Cafu), Branco, Mauro Silva, Aldair, Marcio Santos, Mazinho, Dunga, Romario, Zinho (Viola), Bebeto.
Allenatore: Parreira.

Italia
Pagliuca, Mussi (Apolloni), Benarrivo, Albertini, Maldini, Baresi II, Donadoni, D. Baggio (Evani), Massaro, R. Baggio, Berti.
Allenatore: Sacchi.

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