Milik: "In Italia ho imparato a mangiare e vestirmi meglio. Idoli? Henry e CR7"
Più costume e passioni che attualità. Arkadiusz Milik, centravanti polacco della Juventus, ha parlato oggi a gazzetta.it: "Cosa mi legava all'Italia? Pizza e pasta! Per come le mangiavo in Polonia, non avendole ancora provate qui, mi sembravano buonissime. Poi ho visto come si preparano e allora ho capito che erano proprio un altro mondo. Meglio che non dica come le cucinavamo... Sono diventato un po’ come voi, è naturale con tutto il tempo che ho passato qui. Sto mangiando come voi, mi vesto molto meglio. E poi la mentalità: prima ero più fissato, troppo schematico, adesso so prendere le cose con calma".
Il bambino Arek com’era?
"Non ero timido, ma sapevo stare al mio posto. La cultura familiare era parecchio diversa, sapevo che se non fossi stato al mio posto qualcosa avrei rischiato, adesso tra genitori e figli c’è tutt’altro dialogo".
Famiglia a parte, chi l’ha ispirata in questi anni?
"Nel calcio, Thierry Henry e Cristiano Ronaldo. A inizio carriera mi capitava di giocare esterno e così guardavo gli skill di Cr7 su Youtube. Mi ispiravano veramente. Infatti poi andavo al campo e cercavo di imitarlo. E guardavo i suoi addominali, li avrei voluti anch’io, per riuscirci mi mettevo a farli anche alle 11 e mezza di sera... Un altro sportivo che mi ho ammirato è Kobe Bryant, per la sua mentalità".
La delusione più grande del giovane Arek?
"Nell’ultima partita giocata con l’accademia. Stavo per passare al Gornik (avrebbe debuttato in Ekstraklasa, la massima serie, a 17 anni; ndr). Era una sorta di Final Four, nell’ultima gara dovevamo vincere per ottenere il primo posto. Avanti 3-0 alla fine del primo tempo, abbiamo perso 4-3. Ricordo che nello spogliatoio, poi, piansi".






