La Nazionale, la fuga dall'Inter e oltre 220 gare da pro senza 1' in A: la Fiorentina punta su Gnonto
“È velocissimo, sa fare tutto”. Roberto Mancini, che nella sua prima esperienza da commissario tecnico della Nazionale aveva abituato a sorprese e giovanissimi - e dovrebbe replicare a breve - presentò così Wilfried Gnonto. Era maggio 2022, l’Italia si apprestava a giocare la Finalissima e questo giovincello lo conoscevano gli addetti ai lavori e i tifosi svizzeri, non certo quelli italiani. Perché il nuovo attaccante della Fiorentina, a tutt’oggi il più giovane marcatore della Nazionale, ha debuttato in azzurro senza mai - finora - scendere in campo in Serie A.
La fuga dall’Inter
Classe 2003, Gnonto, figlio di genitori originari della Costa d’Avorio, è nato a pochi chilometri dalla Svizzera, all’ospedale di Verbania, anche se poi è cresciuto a Baveno, sul Lago Maggiore. Dopo i primi passi nella squadra locale entra nel Suno, società affiliata al mondo Inter, e a nove anni passa nel settore giovanile nerazzurro. Gioca regolarmente sotto età, nel 2019 partecipa ai Mondiali Under 17, l’anno dopo cambia strada: rompe con l’Inter e decide di andare all’estero. Non perché i nerazzurri non puntino su di lui: il Guardian lo ha appena inserito nei 60 giovani mondiali da seguire, l’Inter ci crede. Però vuole evitare la trafila di prestiti e passa allo Zurigo.
Oltre 220 partite da pro
In Svizzera trova subito spazio, a 17 anni ancora da compiere debutta nel massimo campionato elvetico. Di ambientamento la prima stagione - 1 gol in 26 presenze -, nella seconda realizza 10 reti in 36 partite, considerando tutte le competizioni. Conquista la chiamata della Nazionale e soprattutto quella del Leeds, che investe 3,8 milioni di sterline (circa 4,5 milioni di euro) più bonus: a quasi 19 anni è uno dei primi italiani della nuova generazione a viaggiare in Inghilterra. Il debutto in Premier League è da sogno: è di Gnonto l’assist per la rete di Crysencio Summerville con cui il Leeds batte 2-1 il Liverpool ad Anfield e interrompe una serie di 81 partite senza sconfitte tra le mura amiche per i Reds. A fine stagione il Leeds retrocede e Gnonto sfiora la rottura: lo vuole l’Everton, l’italiano chiede la cessione. Non arriverà e alla fine il nuovo attaccante viola si scuserà con Daniel Farke e con tutto l’ambiente. Seguono due anni in Championship rispettivamente da 8 e 9 gol a campionato, l’ultimo dei quali coronato dalla promozione: nella scorsa stagione in Premier, 0 reti in 23 presenze. Risultato: a oggi, Gnonto ha disputato 221 partite tra i “grandi”, senza mai mettere piede in Serie A. La cosa cambierà presto.
Dove può giocare nella Fiorentina
Alto 170 cm, compatto, veloce e agile nel dribbling, Gnonto è per natura un esterno offensivo. Destro di piede, ma abbastanza forte anche con il mancino, in carriera ha giocato per lo più da attaccante sinistro in un tridente, che è la sua collocazione più probabile anche nello schieramento tattico di Fabio Grosso. In Svizzera, però, è stato impiegato anche in un attacco a due e in alcune occasioni è stato persino utilizzato come riferimento centrale in un tridente, ovviamente con caratteristiche molto diverse da quelle che può avere, per esempio, un Pellegrino. Una soluzione tattica non scontata, e forse un po’ sottovalutata sulle rive dell’Arno.






