Nedved: "Era più semplice quando la Juve aveva più italiani". Nel 2015 meno azzurri, ma più forti
"Quando c'era un nucleo di giocatori italiani molto forti era tutto molto più semplice, ora ce ne sono 1-2" Parola di Pavel Nedved, vicepresidente della Juventus che, nel prepartita del derby col Torino, ha individuato anche nell'assenza di uno zoccolo duro azzurro i motivi delle difficoltà dei bianconeri.
Nel 2015 c'erano meno italiani di oggi. A livello puramente numerico, le considerazioni di Nedved non trovano però riscontri oggettivi nel confronto fra la rosa della Juventus versione 2015-2016 e quella attuale. Al contrario: in quella squadra erano presenti nove giocatori italiani, in quella attuale si arriva a undici. La chiave di lettura, con ottime probabilità, sta proprio in un'altra parola usata da Nedved nelle frasi di cui sopra.
"Italiani forti". E qui delle differenze vi sono: nei nove del 2015, si contano anzitutto la BBBC: Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. Spina dorsale della Juve dell'epoca, nonché della Nazionale. Così come in azzurro andavano regolarmente non soltanto l'altra colonna Marchisio, ma pure Zaza e di lì a poco Rugani. Anche Sturaro, uno degli emblemi del gregarismo bianconero, avrebbe ricoperto un ruolo in Nazionale nei mesi successivi. Quanto alla Juve di oggi, ove di quel gruppo è rimasto solo Bonucci, un vero e proprio zoccolo azzurro in effetti non esiste: in Nazionale ci sono Locatelli e Chiesa, mentre De Sciglio è tornato di recente per un'amichevole tre anni dopo l'ultima volta. Fuori dal giro azzurro ovviamente sia Perin che Pinsoglio così come Fagioli e ormai Rugani, ne sono a oggi soltanto comparse i vari Kean, Miretti e Gatti. Anche per questioni anagrafiche. Più che l'italianità, forse, è questione di qualità complessiva.






