Non è una Roma di "bastardi", ora Mou chiede personalità. In arrivo Oliveira
I tifosi della Roma in questo momento hanno tanto in comune con quelli della Ferrari che da qualche tempo a questa parte durante il corso della stagione si sentono dire “siamo già al lavoro e guardiamo al prossimo anno”. Le parole di Josè Mourinho dopo Roma-Juventus hanno il sapore di un “ci vediamo nel 2022-23”. Indicativo, infatti, quando prende le distanze dalla squadra. “Il 3-2 ci ammazza. Qual è il problema? Per me non c’è, ma evidentemente per loro sì. Emergono complessi e fragilità, ma l’ho detto ai ragazzi. Sono loro che devono venire verso di me, non io incontro a loro sulla personalità”. Parole che unite a “probabilmente arriveremo come lo scorso anno”, risultano essere la pietra tombale della stagione giallorossa. Lecito aspettarsi qualcosa dalle coppe, Conference League in particolare, ma a Trigoria hanno iniziato già a fare i conti con un altro anno senza Champions League.
Nel frattempo la società sta provando ad aiutare lo Special One. Dal mercato è arrivato un ricambio a Karsdorp ed è praticamente conclusa la trattativa per Sergio Oliveira, giocatore che a detta dello stesso Mou può iniziare a dare quella personalità che manca al gruppo. Nella serie “All or Nothing” sul Tottenham, infatti, in uno degli sfoghi del tecnico alla squadra c’è anche l’accusa di non essere una squadra di bastardi. Con altri toni, ma ricalcando quel pensiero, lo ha fatto capire anche dopo la gara con la Juventus. “Quando la mia squadra è nella m***a vedo solo gente buona”. E per allo Special One è chiaro: i buoni non vincono le partite, i bastardi si. Soprattutto se anche più limitati qualitativamente rispetto ai competitor. Insomma, il lavoro di Mou è ancora lungo e se il primo anno può essere considerato interlocutorio, dal secondo società, tifosi e critica si aspettano dei risultati diversi.






