Occasione persa Milan: a Torino un altro 0-0 dei rossoneri e l'Inter ora è virtualmente prima
Occasione persa dal Milan, che non va oltre lo 0-0 in casa del Torino, permettendo così all’Inter di tornare virtualmente al primo posto della Serie A.
Quarantacinque minuti di studio
Il primo tempo è come una lunga, interminabile fase di studio. Nonostante il Milan, come la classifica impone, parta con fare arrembante e tenti già dopo due giri di orologio di far male con Saelemaekers, di rientro tra i titolari, murato però da Zima. Il confronto è estremamente muscolare e intenso e il Torino non vuole essere da meno, ma sono ancora i rossoneri a metà frazione a rendersi pericoloso: è di Calabria, infatti, il primo tiro in porta del match. Reattivo Berisha. Dopo mezz’ora ecco anche il Toro in zona Maignan, non impegnato però né da Belotti né sopratutto da Ricci e dal suo diagonale. Con dieci minuti abbondanti di anticipo cala il sipario su un primo tempo che, oltre che senza recupero, si conclude privo anche di clamorosi sussulti.
Aspetti il Milan ed invece c’è il Torino
La ripresa comincia seguendo un copione simile alla prima parte, tanto che il gran destro di Vojvoda destinato all’incrocio che Maignan deve impegnarsi per disinnescare dopo cinque minuti, sembra più che altro un episodio fortuito nel cuore della battaglia. Giroud prova a convincere i suoi compagni che il Diavolo ha in mano la gara (a smorzarlo, però, un Bremer ancora una volta eccellente) ma la verità è che per ampi tratti è il Torino a spingere di più, tanto che ci vuole una super chiusura di Tomori, dopo un’iniziale dimenticanza, per impedire a Belotti di calciare a rete a metà tempo. Finché rimane dentro, è il Gallo la principale minaccia granata: nelle difficoltà offensive dei rossoneri, è invece Tonali a tentare di prendere la situazione in mano, ma Berisha fa buona guardia sul suo mancino. Al posto di Belotti c’è l’ex Pellegri, desideroso di far male: per poco non ci riesce, venendo fermato dal solito, attento Maignan. Del Milan, invece, praticamente nessuna traccia, se si eccettua un mancino alto di Messias, subentrato per lo sbiadito Diaz, e la richiesta di un rigore (che non c’è) da parte dell’ex Crotone. La sensazione di amarezza, nella Milano rossonera, è forte.






