Parma, Gilardino: "Devo essere maestro d'orchesta. Voglio creare il vestito giusto"
Live TMWEdoardo Mammoli
È iniziata una nuova era in casa Parma: dopo l'addio da parte di Carlos Cuesta, il club crociato ha scelto Alberto Gilardino come suo successore. Il tecnico biellese è stato ufficializzato pochi giorni fa e ha già iniziato gli allenamenti con la squadra: a lui sarà chiesto quello scatto in termini di produzione offensiva che è mancato negli ultimi mesi. In attesa della ripresa del campionato, oggi ci sarà uno dei primi passi della nuova avventura di Gilardino come allenatore del Parma: la conferenza stampa di presentazione, dove l'ex attaccante avrà l'occasione di parlare di sé e dei suoi piani futuri rispondendo alle domande dei giornalisti presenti presso la sala stampa dello Stadio Tardini.
Ore 15.30 - Inizia la conferenza.
Prende la parola l'amministratore delegato Federico Cherubini: "Prima di iniziare, credo sia importante a nome della società rivolgere un pensiero a Cuesta e al suo staff. Quindici mesi fa abbiamo fatto una scelta coraggiosa che è stata accolta con curiosità e scetticismo. Carlos è stato bravo nell'affrotare preassioni impportanti e ha dimostrato maturità, guidando la squadra con competenza e centrando obiettivi strategici chiesti dalla società. Nel calcio, o almeno come lo intendiamo, per la continuità di un progetto serve una totale comunità d'intenti. Tutti questi fattori li abbiamo sempre trovati lo scorso anno. Nei giorni scorsi abbiamo ritenuto opportuno fare un punto assieme a Cuesta e purtroppo abbiamo constatato che questo totale allineamento non c'era più. Credo sia stato doveroso da parte della società prendere una decisione, che parte da un input della società ma sulla quale ci siamo trovati d'accordo nel ragionarci sopra. Carlos ha avuto grande maturità e abbiamo ratificato l'accordo stamattina. Da domani Cuesta può affrontare qualsiasi avventura. È stato segnale di un momento di interna condivisione anche con Pettinà e la società, tutti insieme abbiamo pensato che la persona migliore fosse Alberto Gilardino. Ha tutte le qualità, la leadership e la solidità che ci aspettiamo da questo percorso. Affidiamo un gruppo che non è il gruppo di cui sento parlare. Ci sono state cessioni importanti ma abbiamo una squadra competitiva. Gli obiettivi restano chiari, consolidare la situazione sportiva e valorizzare i giocatori. Abbiamo completato lo staff, il mister ha scelto l'ultimo collaboratore che è Gabriel Paletta. In merito a Valenti, credo sia giusto chiarire che la scelta presa da Cuesta per la sua esclusione dalla rosa, tale rimane perché era condivisa dalla società, non cambia niente ad oggi".
Comincia la conferenza.
Qual è stato il primo pensiero alla prima chiamata del Parma? Si è parlato tanto di come gioca il Parma: si può giocare in maniera diversa?
"Sul mio ritorno: c'è grande emozione da parte mia, grande entusiasmo. Ringrazio la proprietà e la dirigenza. Sono carico e desideroso di far bene, di trasmettere le mie emozioni negli allenamenti. Il mio passato a Parma è una dote di sentimenti, di passione, di senso di appartenenza. Ma a oggi mi sento di dire che devo essere un grande maestro d'orchestra. Torno in altre vesti. Oggi al quarto allenamento, ho visto la squadra giocare e conosco le caratteristiche dei giocatori. Mi sento di dire è quello che ho trovato, cioè una squadra che mi ha dato massima possibilità e grande intraprendenza. Credo che come inizio sia fondamentale. Servirà mettere mattone dopo mattone per migliorare insieme, credo che sarà il nostro mantra: dovremo essere bravi a dare continuità. Se saremo bravi a migliorarci sempre, arriveranno prestazioni e risultati".
Cos'ha imparato dai suoi allenatori?
"Ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori. Sicuramente ho cercato di rubare qualcosa da ognuno, ma quando si è in prima persona le tue caratteristiche sono molto personali, anche i livelli di principi di gioco. È molto diverso quando sei dall'altra parte".
Quando una società decide di cambiare lo fa per andare in un verso opposto. Che squadra ha trovato nello spirito e a livello tattico? Andrà in continuità col suo predecessore?
"Credo molto nelle caratteristiche dei giocatori e nel cercare di trovare il vestito migliore per ogni singolo giocatore all'interno della squadra. Non credo nei numeri ma nei principi mentali che un giocatore riesce a recepire e mettere in campo: ritagliarsi spazio, essere aggressivi, riuscire ad alzare il baricentro... Tutto dipende dalle caratteristiche dell'avversario e dalla strategia che si vuole portare. Ogni settimana ci possono essere modifiche in base ai giocatori e alle nostre volontà. Ho una possibilità di avere molte variabili all'interno della squadra, tra qualità tecniche, fisiche, in uno contro uno. Io dovrò essere bravo nel cucire il vestito migliore. Penso sia una squadra che possa variare anche a gara in corso".
Che tipo di calcio ha in mente? Quando si è messo in macchina per venire a Parma che ha pensato?
"È stato tutto veloce, ho ricevuto la telefonata ed ero felice, molto contento e orgoglioso di poter allenare il Parma. Queste le mie prime sensazioni. Volontà: dovrò avere una visione completa al rientro di tutti gli effettivi, ma ci sono diversi momenti all'interno della partita e noi dovremo essere bravi a capirli. Ci saranno momenti in cui potremo andare forte, altri in cui dovremo difenderci a metà campo e nell'ultimo terzo. Nella proposta c'è la volontà di fare qualcosa di propositivo per cercare di esaltare i giocatori che abbiamo, e c'è la disponibilità dei giocatori".
La differenza più marcata risiede nella fase di possesso?
"Credo che ognuno abbia i suoi principi come allenatore. Non c'è un giusto e sbagliato. Cuesta ha fatto molto bene lavorando in un certo modo. Io probabilmente cambierò determinate cose. Credo sia importante lo spirito e il DNA, la volontà di lavorare sulle caratteristiche dei singoli e di accentuare certi tipi di situazione. Abbiamo una squadra con caratteristiche specifiche".
Quale messaggio si sente di lanciare ai tifosi?
"Credo che il nostro mantra dovrà essere 'tutti insieme'. La squadra è giovane e ha bisogno di sentire i tifosi vicini. Il Tardini deve tornare a essere un fortino, dove le squadre devono venire a far fatica e dobbiamo lavorare perché ciò succeda. Credo che i tifosi si debbano appassionare a ciò che proponiamo in campo".
Come ha visto cambiata la Serie A e come è cambiato lei?
"Qualche capello bianco in più... ma può essere un bene! Il calcio quest'anno è cambiato nella velocità del gioco ed è positivo, ma va allenato in allenamento. Si fischia molto di meno".
Qual è il ricordo più bello che la lega a Parma? Che Parma ha visto da fuori? Le idee coincidono col confronto coi giocatori?
"Ho trovato un Parma cambiato nelle strutture e nell'organizzazione, devo fare i complimenti. Oltre alla competenza c'è grande umanità e questo fa la differenza. Ricordi ne ho tanti, ho vissuto i primi anni in cui sono sbocciato come giocatore. Ho parlato con la squadra in campo e mi sono riferito allo spirito che ho visto l'anno scorso quando sono venuti a Pisa. È stata una partita equilibrata ma quel tipo di spirito e cattiveria agonistica questa squadra ce l'ha. Questa è la priorità per poi andare ad aggiungere un mattoncino ogni settimana per migliorare. Ma questo spirito di sacrificio è quello che fa aumentare la qualità nelle proposte".
Per lei che giocatore è Bernabé?
"Ho parlato con lui. È un giocatore di grande qualità. Ha ricoperto tanti ruoli. Ha giocato come terzino, come interno di centrocampo, come play. Può ricoprire uno o due ruoli secondo me. Quando rientrerà, i giocatori di qualità sono indispensabili, c'è anche Nicolussi. Abbiamo varietà, c'è chi porta gamba, forza e qualità. Starà a me metterli nelle condizioni migliori".
Sensazioni per l'Inter?
"Dobbiamo lavorare, ci prepareremo. Da lunedì avremo tutta la settimana. Credo che il Parma debba essere ambizioso ma non presuntuoso, con grande umiltà ma ambizione".
Curiosità su Ndiaye: che giocatore ha trovato perché venga recuperato?
"Un ragazzo intelligente, con grande disponibilità e voglia di migliorarsi. Può fare il terzo di sinistra, terzino, è mancino e può farci comodo".
Saprà come far segnare un bomber come Romero...
"Gli ho detto che per un attaccante è benzina e linfa positiva fare gol. Questo deve creargli autostima. Ha margini di miglioramento importanti. Ha cambiato tanto della sua vita ed entrare così a capo fitto in Serie A non è semplice. Lui è stato efficace fin da subito, noi dobbiamo portarlo al top dei movimenti".
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