Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
Live TMW

Pisa, Giuseppe Corrado: "Il Training Center è la nostra fabbrica: così colmiamo il gap con le metropoli"

Pisa, Giuseppe Corrado: "Il Training Center è la nostra fabbrica: così colmiamo il gap con le metropoli"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:15Serie A
Davide Caruso

10:45 - A breve il presidente del Pisa Sporting Club, Giuseppe Corrado, interverrà in occasione dell’inaugurazione dei lavori dell’INGFerrari Training Centre, il nuovo centro sportivo del club che prenderà forma nei prossimi mesi. Insieme a lui è previsto anche l’intervento del sindaco di Pisa, Michele Conti.

"Il mio ringraziamento va innanzitutto a Michele Conti, il nostro interlocutore principe: è stato lui a credere nella nostra progettualità e nell'idea che il calcio per questa città rappresenti un approccio industriale. Oggi il calcio è un'attività che non può prescindere dalla sua 'fabbrica', il luogo dove nasceranno gli interpreti di questo lavoro e dove si genererà valore. Insieme a lui, ringrazio tutta la squadra del Comune che ha risposto costantemente alle nostre esigenze, dall'ex vicesindaco Raffaele Latrofa, che ci ha seguiti all'inizio, all'assessore allo sport Frida Scarpa, fino agli uffici tecnici. Un ringraziamento va anche ai nostri professionisti: l’architetto Magnaghi, la T Project, l’ingegner Ferrari e la nostra squadra interna capitanata da Daniele Freggia, che ha fatto di questo progetto una ragione di vita, insieme a Marianna Fida, Francesco Burdese e mio figlio Giovanni.
Oggi, nel giorno dell'ufficialità, non posiamo una 'prima pietra', ma una 'prima pianta'. Questa è un’oasi di verde, un’opera della città per la città. Come ha detto il sindaco, abbiamo sofferto insieme per chi ama Pisa, indipendentemente dal calcio. Questo diventerà un parco naturale organizzato, un luogo di benessere dove giovani e anziani potranno vivere la natura e lo sport. Non tutti diventeranno calciatori, ma tutti diventeranno persone sane, crescendo nei valori dell’onestà sportiva. Tutto questo è stato possibile grazie anche all'avvocato Federico Tumbiolo, che ha ipotizzato che da uno scenario fatiscente potesse nascere un centro sportivo così importante.
Sappiamo che la burocrazia italiana ha i suoi tempi e che lungo il percorso si incontrano ostacoli e contestazioni. Mi dispiace quando vedo istituzioni politiche che, in nome dell'ecologia, trovano difetti in un progetto che crea un’oasi verde laddove prima c’era solo desolazione e degrado. Tuttavia, arrivare in fondo a progetti così importanti tra mille difficoltà dà ancora più soddisfazione. Nulla ci ha frenati: questo segno resterà nella città e diventerà un riferimento anche a livello internazionale. Le opposizioni sono spesso minoranze rumorose; come diceva un filosofo cinese, 'fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce'. Noi vogliamo essere la foresta che cresce in silenzio per il bene della comunità.
Siamo orgogliosi di aver avviato questo percorso che ci permetterà di recuperare terreno rispetto ai nostri competitor. Fare calcio a Pisa oggi è quasi un miracolo sportivo: dieci anni fa non avevamo nulla, né infrastrutture né vivaio. Eppure oggi guardiamo dall'alto piazze con bacini d'utenza molto più grandi del nostro. Abbiamo smentito chi ci considerava bravi manager ma poco esperti di calcio; abbiamo guardato alla luna mentre altri guardavano il dito.
Il calcio deve essere inteso come un settore industriale organizzato. Pensare che basti un ex calciatore per dirigere una Federazione mi rabbrividisce: per progettare serve un architetto, non un ex muratore, perché ognuno deve esprimere le proprie competenze. Bisogna avere la pazienza di verificare i programmi nel tempo e i nostri risultati parlano di un percorso di assoluta positività. In questo territorio nasceranno forse dei campioni, ma sicuramente cresceranno tanti giovani sani e gioiosi in mezzo al verde salutare dello sport".

Corrado, il Training Center, il di Ingferrari training center comincia a diventare realtà oggi il primo atto ufficiale
"Oggi viviamo un momento ufficiale con la posa di quella che non abbiamo voluto chiamare 'prima pietra', ma 'prima pianta'. In un parco verde dedicato allo sport, abbiamo scelto questo simbolo come punto di partenza: è il primo tassello di un’infrastruttura fondamentale che darà forza alla nostra società, ma soprattutto darà blasone alla città. È un’opera che va al di là della semplice attività sportiva del Pisa Calcio; è un progetto che permetterà ai nostri giovani di crescere sani attraverso lo sport, in un contesto bellissimo a pochi metri dalla Torre. Certamente siamo in leggero ritardo rispetto ai programmi iniziali, ma conosciamo bene le lungaggini della burocrazia italiana e gli ostacoli che possono sorgere durante le procedure. Tuttavia, siamo stati tenaci e siamo arrivati in fondo. I lavori sono iniziati già da qualche mese e stiamo rispettando i tempi previsti per la realizzazione: siamo fiduciosi che, entro la fine del prossimo anno, Pisa avrà un centro sportivo tra i migliori in Italia. In questo percorso, il Sindaco Michele Conti è stato un amministratore lungimirante. Ha compreso fin dal primo momento che la nostra progettualità necessitava di un’infrastruttura solida per dare stabilità alla società, intuendo al contempo l’enorme beneficio che la città avrebbe tratto da un’oasi naturale di verde sportivo urbana. Ci ha seguiti e sostenuti nel superare le problematiche burocratiche e, insieme all'amministrazione, abbiamo messo in cantiere altre iniziative per il bene della città. Sono convinto che, con questa sinergia, chiuderemo il nostro progetto molto presto”.

Come si è sviluppato il progetto del nuovo centro sportivo del Pisa — dalle prime opere e dalle difficoltà iniziali fino alla visione strategica che lo lega alla sostenibilità del club, al rapporto con il territorio e alla necessità di colmare il divario competitivo con le grandi piazze?
"Oggi celebriamo l'ufficialità, ma i nostri lavori sono partiti concretamente già quattro mesi fa con le opere di sbancamento e siamo già in una fase avanzata. La scelta di posare una 'prima pianta' anziché una pietra simboleggia perfettamente la nascita di un progetto che ha radici lontane. Il lavoro è stato estremamente complesso: nessuna delle soluzioni iniziali rispondeva alle nostre esigenze per renderci davvero competitivi. Abbiamo dovuto immaginare un centro sportivo ex novo, un’operazione che ha richiesto la finalizzazione di ben sedici acquisti di terreni diversi da aggregare a un piccolo campo che già possedevamo. È stata una sfida non solo immobiliare, ma di visione, con l'obiettivo di creare una struttura funzionale alla squadra che rispettasse pienamente il paesaggio e l'ambiente.
In questo percorso abbiamo dovuto superare la tipica cultura della contestazione e del pregiudizio, uno 'sport' in cui l'Italia è purtroppo spesso campione. Abbiamo risposto con la tenacia, con gli studi e con la documentazione, trovando fortunatamente il supporto di un'amministrazione comunale lungimirante. Il Comune non ha voluto solo favorire un’infrastruttura sportiva, ma ha capito l'importanza di creare un centro di aggregazione di cui Pisa aveva estremo bisogno.
La realizzazione di questa 'fabbrica', come l'ho definita, è fondamentale. Una società di calcio moderna deve avere una proprietà capace di investire sulle basi per creare sostenibilità, l'unica vera garanzia di durata nel tempo. Non si può prescindere da due presupposti obbligati: un centro sportivo all'avanguardia per far crescere i talenti e attrarre giocatori affermati, e uno stadio capace di massimizzare i ricavi. Dobbiamo compensare con le infrastrutture e la programmazione quello che è il nostro posizionamento naturale: Pisa, per numero di abitanti, teoricamente non starebbe nemmeno in Serie B. Se hai centomila potenziali tifosi contro i milioni delle grandi metropoli, i tuoi ricavi da audience saranno fisiologicamente inferiori. L’autosostenibilità finanziaria garantita solo dal portafoglio dell’imprenditore è destinata a esaurirsi; il valore va creato internamente. Non stiamo inventando nulla: basta studiare l'evoluzione del settore industriale del calcio. Negli ultimi vent'anni, i titoli sono stati vinti quasi esclusivamente dalle società con i fatturati più alti. È inimmaginabile oggi pensare allo scudetto del Verona o della Pro Vercelli. Tuttavia, si può competere ad alti livelli prendendo esempio da modelli virtuosi come l’Udinese degli anni '80. Loro hanno costruito valore attraverso il centro sportivo e lo stadio ben prima delle big, consolidandosi in Serie A per oltre trent'anni nonostante i bacini d'utenza ridotti.
Noi dobbiamo seguire quella strada: non basta comprare giocatori e immettere capitali per un successo effimero di pochi anni. Questo centro sportivo, insieme allo stadio e alla forza del nostro brand — che è uno dei nostri asset più preziosi — servirà a generare quei ricavi necessari a colmare il divario con le grandi piazze. Solo attraverso questa creazione virtuosa di valore potremo garantire al Pisa il posto che merita e la stabilità che la città chiede."

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile