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PSG contro Juventus è Al-Khelaifi contro Agnelli. Ovvero lo scontro per il futuro del calcio

PSG contro Juventus è Al-Khelaifi contro Agnelli. Ovvero lo scontro per il futuro del calcio TUTTOmercatoWEB
© foto di TUTTOmercatoWEB.com
Marco Conterio
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Marco Conterio
martedì 6 settembre 2022, 08:00Serie A

Quel che divide Paris Saint-Germain da Juventus è anche uno scontro per il futuro del calcio. Nasser Al-Khelaifi contro Andrea Agnelli, ovvero chi osteggia la Superlega al fianco di Aleksandr Ceferin, tanto da aver preso il posto del predecessore bianconero anche alla guida dell'ECA, e chi crede che un grande campionato tra le migliori formazioni europee sia la miglior panacea dei mali del pallone nostrano. Ci sono visioni strategiche, politiche, economiche, di presente e di futuro in questo scontro durissimo tra il qatariota e il rampollo della famiglia torinese.

In un afflato di basso populismo, Al-Khelaifi ha detto nelle scorse settimane che "in Ucraina c'è la Guerra e noi parliamo di Superlega?", quando i problemi sociali e dei diritti qatarioti son noti a tutti, quando spendere centinaia di milioni per calciatori per il Paris Saint-Germain non son certo beneficenza. La bontà, l'opportunità e i tempi, soprattutto i modi, con cui venne lanciata la rivoluzionaria e poi naufragata lega delle Grandi europee, è stata considerata da Al-Khelaifi come "una visione a breve termine" da parte dei tre club, Juventus, Barcellona e Real Madrid, che anche oggi inseguono il progetto.

In un'analisi globale del sistema pallone, una scossa sembra necessaria, anche se la chiusura a un'elité come fu nel caso della Superlega, al momento della sua genesi, non può che esser osteggiata dal mondo del calcio tout court. L'intenzione di sostenere e sostentare poi tutto il sistema grazie agli incassi, non può bastare anche perché, come e più dell'attuale e desueto sistema Champions, aumenterebbe la forbice tra i ricchissimi e gli altri.

"Il capitano è scappato dalla nave", disse il qatariota dell'italiano dopo l'addio all'European Club Association. "Il calcio è di tutti", ribadì, come se uno slogan possa bastare per render democratica una lotta tra club che hanno uno stato alle spalle e società con dietro un imprenditore locale. La strada maestra di un futuro che sia a metà tra l'attuale Champions League e sistema coppe, necessariamente da rivoluzionare, e quella Superlega chiusa ed ermetica, un disastro soprattutto per modi e tempi, sembra tracciata. E inevitabile. Ad appuntare una medaglia al petto dell'orgoglio di questo scontro c'è una partita, Paris Saint-Germain contro Juventus, che segna ancora un divario economico tra la società del Qatar e quella degli Agnelli. Il calcio è dei ricchi. Serve capire come renderlo più appetibile e quanto più aperto possibile, senza rincorrere e ricorrere a inutili utopie.

Fonte dall'inviato a Parigi

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