Il PSG per anni ha speso miliardi di euro. E ora dà colpa al Real per Diomande
"Il PSG ha ufficialmente ritirato il proprio interesse per Yan Diomande e tutte le offerte presentate questa sera. Le richieste relative al costo del trasferimento e allo stipendio erano totalmente sproporzionate e fuorvianti, e il PSG non rinuncerà ai suoi principi di gestione finanziaria razionale e di una struttura di squadra equilibrata". Potrebbe essere un comunicato invecchiato decisamente male. Perché l'altro ieri c'è stata una telefonata fra il PSG e il Lipsia per aumentare la proposta fino a 130 milioni di euro, sopra di 10 rispetto a quella del Real Madrid.
"I principi di gestione finanziaria razionale"
Dopo aver speso 180 milioni di euro per Mbappé - andato via a zero - e Neymar, 222 milioni, diventando di fatto monopolista del campionato francese, ecco che c'è stato un nuovo rilancio per Diomande che, di fatto, è il primo obiettivo per l'attacco. Con i soldi di Barcola (sempre che vada al Liverpool), di Gonçalo Ramos, di Kang-In Lee e di Kolo Muani.
Si può dire che il Paris Saint Germain sia diventato sostenibile. Ma ha impiegato quindici anni, spendendo e spandendo. Sono investimenti - folli per chiunque tranne per gli arabi - che poi danno i loro frutti. Se li fanno gli altri, però, non sono giusti. Non un ottimo ragionamento.






