Ravanelli boccia il ritorno di Vlahovic: "C'è bisogno di uomini con mentalità da Juventus"
La Juventus è ancora in attesa dei primi colpi di mercato e tra i tifosi cresce l'impazienza. A fare il punto sulla situazione è stato Fabrizio Ravanelli, intervenuto ai microfoni di Tuttosport. L'ex attaccante bianconero ha invitato l'ambiente ad avere pazienza, ricordando come anche la squadra in cui militava impiegò tempo prima di tornare a vincere: "È una situazione particolare, ma serve lavorare a testa bassa. Quando arrivai io, la Juventus tornò a conquistare lo scudetto dopo nove anni. Bisogna avere pazienza e determinazione per costruire qualcosa di importante. Sono convinto che il club sappia di non potersi permettere un'altra stagione come l'ultima".
"Vlahovic? Non lo riprenderei. Servono giocatori da Juve"
Ravanelli è stato particolarmente netto sull'ipotesi di un ritorno di Dusan Vlahovic: "Non mi entusiasma per tante ragioni. Non credo sia un giocatore adatto al calcio di Spalletti e, oltre alle difficoltà tecniche e fisiche, non mi è piaciuto il suo atteggiamento. La Juventus ha bisogno di calciatori che vogliano davvero questa maglia. Lui ha sempre cercato altre soluzioni, pensando soprattutto all'aspetto economico. Oggi non giocherebbe nel Bayern, nel Real Madrid, nel Manchester City o nell'Inter". L'ex centravanti ha poi invitato la dirigenza a puntare su profili emergenti e con un forte senso di appartenenza, ricordando la Juventus dei primi anni Novanta costruita con giocatori inizialmente accolti con scetticismo e poi diventati simboli del club.
Da Ferran Torres a Emegha: i consigli per il mercato
Nel corso dell'intervista Ravanelli ha indicato anche i rinforzi che vedrebbe bene in bianconero. "Basta parlare di Kolo Muani, rischieremmo di ripetere gli errori fatti con David e Openda. Io prenderei Ferran Torres, che con Yildiz e Conceição formerebbe un attacco straordinario, oppure Emanuel Emegha, che considero il nuovo Osimhen: pressa, lotta e sarebbe perfetto per il gioco di Spalletti". Tra i rimpianti c'è anche Mason Greenwood: "Avevo parlato con lui e gli avevo detto che Torino sarebbe stata la piazza ideale. In Serie A avrebbe segnato tra i 20 e i 30 gol". Infine, un giudizio positivo anche su Mateo Pellegrino, ritenuto funzionale al progetto tecnico, e un suggerimento per la porta: "Prenderei Unai Simón, un portiere che interpreta il ruolo come un difensore aggiunto e legge il gioco come pochi".






