Salernitana con la Juve senza la squadra titolare. Futuro: Iervolino verso la permanenza
Ochoa, Gyomber, Boateng, Manolas, Bradaric, Maggiore, Candreva, Gomis, Dia. Messa così, sembrerebbe la formazione tipo della Salernitana con un Tchaouna o un Kastanos in più nel motore. Invece è il lunghissimo elenco di indisponibili, calciatori infortunati o fuori dal progetto tecnico che sono rimasti a casa e che non scenderanno in campo allo Stadium per buona pace di una tifoseria già apparentemente rassegnata all'ennesima sconfitta stagionale. Una situazione sportivamente parlando drammatica per mister Colantuono che, in una gara dall'esito già piuttosto scontato, sarà costretto a schierare seconde linee e qualche giovane di prospettiva per raggiungere il numero legale. In difesa non ci sono alternative: Fazio e Pirola sono le certezze, rientra Pierozzi che potrebbe essere adattato ancora una volta come braccetto di destra in virtù del momento negativo che sta attraversando Pellegrino e delle condizioni non eccelse di Pasalidis.
In mediana occhio alla possibile esclusione di Coulibaly, cui deposizione pro Dia e anti società al Collegio Arbitrale ha fatto arrabbiare e non poco il pool di legali che tutela la Salernitana. In caso di forfait spazio al tandem Legowski-Basic, con Zanoli adattato a sinistra e Sambia a destra. Vignato e Tchaouna agiranno alle spalle di Ikwuemesi, cui ultimo gol in maglia granata risale alla sfida di coppa Italia di gennaio proprio contro la Juve. Uno 0-1 lampo frutto di un erroraccio di Gatti dopo il quale i bianconeri si scatenarono segnandone sei. Sembra dunque lontano anni luce quello 0-2 all'intervallo che fece sognare Salerno, un 2-2 finale che - al netto del discusso episodio del gol annullato a Milik - diede prestigio al cammino della Bersagliera, penalizzata anche dalla concessione di un rigore assai dubbio ai piemontesi.
All'epoca si sognava la zona sinistra della classifica e la società, con spavalderia, si disse pronta a "rigiocarla quando vogliono, per lo spettacolo che abbiamo offerto potremmo anche vincerla e portare a casa l'intera posta in palio.". Oggi il progetto targato Iervolino si è clamorosamente ridimensionato. Senza spiegazioni, senza una conferenza stampa verità, senza nemmeno un simbolico tweet di scuse per commentare l'aritmetica retrocessione. La tifoseria, per tutta una serie di motivi, ha deciso di non contestare e di scegliere la strada del supporto incondizionato pur elencando, tramite striscioni, le tante promesse non mantenute,.
Il Centro di Coordinamento ha chiesto un incontro pubblico in presenza del presidente Iervolino e del Sindaco Napoli, ma la proprietà non sembra particolarmente propensa e declinerà ancora una volta l'invito. Ma quale sarà il futuro del club? Di certo c'è che alcuni fondi stranieri hanno chiesto informazioni dettagliate all'amministratore delegato Maurizio Milan manifestando un certo interesse per la Salernitana e chiedendo accesso ai bilanci per avere un quadro completo della situazione. Ad oggi, però, non ci sono i tempi tecnici per chiudere una trattativa e lo stesso Iervolino sa bene che, in B, il guadagno sarebbe assai inferiore rispetto a qualche mese fa. E così l'ipotesi di una permanenza è sempre più concreta, con una rivoluzione totale dei quadri tecnici e dirigenziali (Sabatini già da tempo è stato virtualmente esonerato), una rosa che sarà rivoltata come un calzino e un anno di assestamento basato anzitutto su giovani di prospettiva e un contenimento dei costi dopo un triennio di investimenti forse anche più onerosi del previsto. Resta in piedi l'ipotesi di un fondo italo-americano che prevederebbe la permanenza di Iervolino come azionista di maggioranza.






