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Salernitana, il 5-0 riporta tutti sulla terra. Tanti nuovi innesti non hanno ancora inciso

Salernitana, il 5-0 riporta tutti sulla terra. Tanti nuovi innesti non hanno ancora inciso TUTTOmercatoWEB
© foto di TuttoSalernitana.com
Luca Esposito
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Luca Esposito
sabato 5 marzo 2022, 09:15Serie A

I quattro risultati utili consecutivi e l'ottima prestazione offerta contro il Milan avevano riportato entusiasmo negli ambienti del tifo granata. La presenza di quasi settemila persone ieri sera a San Siro (Salerno è prima in Italia per numero di presenze in campo esterno) certificava la voglia di tutti di credere fino alla fine in qualcosa che assomiglia per davvero ad un miracolo. Lo 0-5 contro l'Inter, tuttavia, ha riportato tutti sulla terra e potrebbe costringere a proiettarsi già alla prossima stagione se stasera il Cagliari facesse risultato contro la Lazio. Naturalmente non si poteva pretendere di conquistare punti salvezza a cospetto dei campioni d'Italia, ma nessuno avrebbe immaginato di rivedere una squadra mentalmente scarica, fisicamente in ritardo e che, fatta eccezione per i primi 20 minuti, ha recitato il ruolo di vittima sacrificale rischiando un passivo ben più corposo. Buona parte della tifoseria continua ad indicare nella vecchia gestione la causa principale dell'ultimo posto, dimenticando però che il successo di Verona aveva proiettato la Salernitana a -4 dalla salvezza con due partite da recuperare. Il mercato di Walter Sabatini andrebbe giudicato in modo maggiormente obiettivo.

Se è vero che in 15 giorni non si possono fare miracoli e che la classifica ha indotto i migliori giocatori a declinare l'offerta, è altrettanto vero che il presidente Iervolino aveva messo a disposizione un budget milionario chiedendo un Instant Team. Invece sono arrivati calciatori fermi da oltre un anno (Fazio, in questo mese, ha fatto davvero tanta fatica, Perotti non è mai stato titolare), giovani di belle speranze ma del tutto acerbi (Mikael e Bohinen sono tuttora non pervenuti) e calciatori come Dragusin e Verdi nemmeno titolari nelle squadre d'appartenenza. Se poi aggiungiamo che sono andati via Simy e Gondo (uno dei migliori nel girone d'andata) e che non è stata presa la punta, si può dire che motivi di rimpianto ce ne sono tanti. Ancor di più perchè in estate, senza società e con budget irrisorio, erano arrivati giocatori comunque di buon livello come Strandberg, Ribery, Bonazzoli, Kastanos, Ranieri e Lassana Coulibaly. Quelli che, assieme a Djuric, stanno determinando anche i recenti risultati positivi. Solo Mazzocchi e Sepe sono riusciti a ripagare in pieno, e da subito, la fiducia con prestazioni importanti e di personalità. "Da questo momento in poi è nostra la responsabilità per tutto quello che accade, sono una persona che pretende tantissimo e che eventualmente proporrà i rinnovi solo in base a quanto dirà il campo" disse Iervolino nel giorno della sua presentazione, segnale evidente che nessuno ha la riconferma in tasca per la prossima stagione e che non bastano dichiarazioni al miele nei confronti della piazza per aggiungere punti in classifica.

Proprio Iervolino è l'unico a cui nessuno può addossare responsabilità. In due mesi ha speso quasi 20 milioni di euro, ha preso un allenatore valido come Nicola, ha puntato su un dirigente nuovo proprio come invocava la stragrande maggioranza della piazza, ha rivoluzionato le strategie comunicative, incontrato l'amministrazione comunale per parlare di stadio e strutture, rasserenato il clima intorno alla Salernitana dopo le tante polemiche legate alla gestione Lotito e acquistato undici giocatori. Magari, con maggiore esperienza, capirà nel tempo che a gennaio le rivoluzioni non portano a nulla e che forse bastava inserire 4-5 elementi anche di B ma fisicamente pronti per competere alla pari con le dirette concorrenti. Ma con un presidente così forte economicamente e vincente in ogni attività imprenditoriale, ci sarà un futuro radioso anche in caso di salto all'indietro di categoria. Nell'anno del trust, della partenza in ritardo, del discutibile esonero di Castori, degli infortuni, dei focolai covid, di qualche torto arbitrale e del cambio societario, forse non si poteva pretendere di più. Grandi responsabilità a chi, pur conoscendo le regole, in estate ha tirato troppo la corda ottenendo poi le briciole. Questo Salerno, sportivamente parlando, non lo ha mai perdonato. Ma guai a pensare che sia tutto oro ciò che luccica solo perchè chi c'è ora ha sostituito una "triade" contestatissima.

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