Le scuse di Mancini, le riforme di Ranieri e non solo: ecco la nuova Italia. Le top news delle 22
Roberto Mancini si è presentato come nuovo CT dell'Italia. Queste le sue parole: "Volevo evitarvi un po' di fatica. Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l'ora di farlo". Poi aggiunge: " Questo è il mio ruolo preferito, io spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo".
Dopo Mancini ha parlato anche Claudio Ranieri, neo DT degli azzurri: "È il coronamento della mia carriera, è una chiamata inaspettata come dimostra la mia abbronzatura. Nella mia carriera ho svolto tanti compiti ardui e questo sarà un altro compito di questo tipo. Io ho due missioni, far innamorare la gente del calcio e riportare i bambini come mia nipote di 12 anni a vedere la nazionale ai Mondiali". E sulle tempistiche per le riforme: "C'è da lavorare, è difficile parlare di un lasso temporale. Roberto si occuperà del campo, io di cosa succede al di fuori. A giugno mi è stato detto da un addetto ai lavori che i bambini pagano troppo per giocare a calcio, questo non può succedere. Non possiamo permetterci in questo periodo storico dove i bambini sono presi da altre distrazioni di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l'ultimo salto. Dobbiamo vedere come possono fare le squadre per permettere al selezionatore di avere a disposizione più calciatori. All'estero la tattica di squadra non viene esasperata come da noi, dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere. È il momento di smetterla, io non credo che un ragazzino di 10-12 anni va a giocare e la prima cosa che fa è giocare le partite, questo è quello che voglio fare".
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Commissario Tecnico della Nazionale italiana Roberto Mancini e del Direttore Tecnico Claudio Ranieri, il presidente della FIGC Giovanni Malagò è tornato sulla scelta di affidarsi a due figure esperte di quel tipo dopo il terremoto che ha portato alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo. Malagò ha raccontato ai giornalisti presenti in sala stampa come negli ultimi giorni abbia sentito l'ex presidente Gabriele Gravina e soprattutto il capitano degli azzurri Gianluigi Donnarumma ed entrambi hanno espresso con favore il ritorno del tecnico campione d'Europa nel 2020. "Piccola parentesi", ha detto Malagò. "Gabriele Gravina dopo la conferenza di ieri mi ha detto: "Giovanni, bravissimo. Esattamente quello che avrei fatto. Condivisione totale con le tue scelte". Attestato di stima e fiducia arrivato anche da Gigio Donnarumma che, come riferito da Malagò, nella giornata di ieri gli ha mandato un messaggio: " Ieri mi è arrivato anche un messaggio di Gigio Donnarumma, che probabilmente è in luna di miele, che mi ha detto: "Pres, esattamente quello che io e la squadra volevamo".






