Spalletti: "L'Europeo? Ci riproviamo..." Poi ai giovani: "Andate all'estero dopo la Primavera"
Il commissario tecnico della Nazionale Luciano Spalletti ha rilasciato una lunga intervista al 'TG Poste'."La notizia della mia presenza tra i tre migliori allenatori per il FIFA The Best 2023 è stata accolta con grandissimo entusiasmo da parte mia, sono in un podio di grandissima qualità e sono già felice di essere lì. Auguro ai miei avversari di poter vincere perché è un podio di grandissima levatura".
Si dice che il girone dell'Italia è difficile, ma esiste un rigore facile?
"Non esiste un girone facile nel calcio, anche perché se la guardiamo dalla prospettiva dei nostri avversari aver beccato l'Italia come squadra di quarta fascia è ancora più difficile da accettare. Noi abbiamo la nostra storia, dobbiamo fare l'Italia dentro questa competizione. Siamo i campioni in carica e abbiamo l'obbligo di andare lì e fare l'Italia, quella che tenta di rivincere".
C'è un appuntamento il 14 luglio a Berlino. Ma lei è reduce dall'avventura a Napoli, è diventato scaramantico?
"Ho ricevuto la cittadinanza napoletana, ora mi sto attrezzando anche per poter cantare e fare l'attore perché i napoletani sanno fare tutto e io in qualcosa mi devo adeguare..."
Cosa le ha lasciato Napoli?
Tantissime cose, a Napoli sono affezionato perché ho usato Napoli per riuscire a vincere questo Scudetto. La loro passione, la loro partecipazione emotiva hanno sistemato molte cose del mio percorso. E' venuto fuori un lavoro relazione di tutte le componenti eccezionale e questo ha permesso di fare questo percorso bellissimo".
Cosa vi siete detti con De Laurentiis?
"E' tutto ok. Lui ha il suo ruolo, le sue idee. Alcune cose io le ho usate e sono state importanti perché arrivassimo a questo obiettivo, è una persona capace e intelligente. Altre cose è stato meglio lasciarle da parte perché avrebbero potuto creare intralcio piuttosto che tentativo di andare nel futuro".
Guarda il calcio femminile?
"Sì, lo guardo tutto il calcio. Sono un appassionato di questo sport. Il calcio è come il Natale, è il cuore del mondo e batte allo stesso modo ovunque, è una roba bellissima".
C'è un sentimento un po' più affievolito nei confronti della Nazionale?
"C'è sempre questo senso di appartenenza, questo saper riconoscere che è una cosa differente la maglia della Nazionale. E' chiaro che diventa importante anche il club, ma per quello che abbiamo visto la partecipazione è stata totale. Oggi i giovani fanno un po' di confusione, ci sono moltissime altre cose e si fa un po' fatica a fare un distinguo tra le cose vere e quelle virtuali. Però basta fargli porre un po' di attenzione sulla questione e tornato sulla direzione giusta".
Chi vince il campionato?
"Io non posso essere a favore di nessuno, però è chiaro che l'Inter ha molte potenzialità che ci vogliono per vincere".
Qual è una sua debolezza?
"Sono troppo innamorato di questo sport. Mi lascio trascinare dentro l'emozione, dentro la passione per questo sport. A volte non riesco a essere freddissimo, anche se devo stare attento all'essere giusto. E' permaloso? Secondo me no. Io debbo andare a usare il meglio possibile di ciò che ho a disposizione per il bene della squadra, non per essere simpatico a qualcuno. Io voglio essere amico di un calciatore per quelli che sono i comportamenti corretti di un allenatore".
Ad Atreju (manifestazione politica giovanile della destra italiana, ndr) andrà come motivatore?
"Ci andrò perché il Ministro dello Sport mi ha indicato cosa fare in questa manifestazione. Lì ci sono due campioni olimpici, un campione paraolimpico e c'è da parlare di sport. Io sono a disposizione quando c'è bisogno di parlare di sport e vado lì a parlare di sport".
Come è messo il calcio in Italia?
"E' a un buonissimo livello, cerchiamo di adeguarci a questa globalizzazione che c'è e dobbiamo cercare di usarla bene. Non dobbiamo porre dei limiti, né mettere regole a nostro favore, ma dobbiamo usarla in maniera totalmente libera questa situazione. I calciatori giovani dopo aver fatto la Primavera non devono sedersi in panchina e aspettare che accada qualcosa, devono andare all'estero magari in un calcio di secondo livello a farsi le ossa come fanno tutti quei ragazzi che arrivano qui dall'estero. Noi andiamo poco a fare questa esperienza all'estero".
Zaniolo con lei ha ritrovato la maglia azzurra
"E' un calciatore fortissimo. Ha molte delle qualità che servono per diventare un calciatore top, c'è solo da pulirgli le attenzioni, da aiutarlo a autodisciplinarsi in certi comportamenti. Devono mettere mano alla bellezza che gli è stata donata: non si vive di rendita, ma si lavora sulle qualità che si hanno"






