Superlega, Reichart chiude agli arabi: "È un progetto riservato solo ai club europei"
La futura Superlega non sarà un affare per gli arabi. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha aperto alla possibilità di competizioni non organizzate da UEFA e FIFA, e sopratutto liberalizzato la gestione dei diritti TV rispetto alle confederazioni continentale e mondiale, in molti hanno immaginato uno scenario nel quale l'Arabia Saudita allungasse i propri interessi sui grandi club, del Vecchio Continente e non solo. Il progetto, però, resta chiuso alla nobiltà europea del calcio.
A dirlo è Bernd Reichart, CEO di A22 Sports, società nata per sviluppare proprio il progetto di una nuova Superlega e che nei giorni scorsi ha proposto un format aperto a 64 squadre, divise in tre leghe a seconda del rispettivo livello, con un complicato sistema di promozioni e retrocessioni. Un campionato che, assicura Reichart a SportMediaset, non si aprirà ai club arabi: "Assolutamente no, questo è un progetto riservato solo a club europei".
Calcio gratis in TV? Tra i cavalli di battaglia di Reichart e della A22, anche la possibilità di una piattaforma su cui trasmettere gratuitamente le partite della competizione: "Siamo convinti che le migliori partite, con in campo i più grandi calciatori, hanno la forza di raggiungere miliardi di persone nel mondo. Questa è una grande opportunità: le piattaforme streaming e le tecnologie avanzate di oggi potranno aiutarci. Il grande calcio su un'unica piattaforma gratuita eliminerà anche la pirateria, che oggi è un grave problema".






