Taylor: "Sono stato interessato alla Lazio dal primo momento. Club bello e grande"
Kenneth Taylor, centrocampista della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali di Lega Serie A: "Ho giocato per circa 15-16 anni nelle giovanili dell’Ajax e ora sono qui a Roma. Il calcio per me significa molto, quasi tutto penso: è qualcosa con cui mi sveglio ogni giorno e vado a letto, gran parte della mia vita".
Quindi a Taylor viene chiesto quali siano le caratteristiche ideali per il ruolo del centrocampista: "Cerchi di leggere e prevedere il gioco e le giocate, e di anticipare le situazioni. Le immagini aiutano in questo, con l’analisi post partita o pre-gara, anche nel fatto che impari a conoscere le qualità degli altri giocatori. Ma sul campo ovviamente conta anche il provare a immaginare quello che sta per accadere. L’ho imparato da Luis van Gaal, che chiese a tutto il gruppo di provarci. E devo ammettere che quando vado a dormire provo ad addormentarmi con le immagini della partita per vedere i miei momenti migliori e anche quelli della squadra".
Il centrocampista della Lazio poi riavvolge il nastro al momento del suo trasferimento in biancoceleste nello scorso calciomercato di gennaio: "In Italia sono stato più spesso in vacanza con la famiglia, ma non ero ancora mai venuto a Roma. Devo dire che i primi mesi finora mi sono piaciuti molto. In realtà è successo tutto piuttosto velocemente, i miei agenti hanno ricevuto un messaggio e me l’hanno riferito. Siamo stati proprio dal primo momento subito molto interessati. È un club bello e grande, quindi è andato tutto molto velocemente e mi sono ritrovato qui".
Spazio anche al racconto di come Taylor trascorre il proprio tempo libero: "Per la maggior parte con la famiglia o amici che vengono a trovarmi. E ancora ho persone che vogliono venire. Andiamo a mangiare fuori e facciamo un giro in città per andare al Colosseo o in altri luoghi. Non abbiamo molto tempo libero, questo è un po’ diverso rispetto ai Paesi Bassi. Il tempo che abbiamo cerco quindi di sfruttarlo al meglio con la famiglia. Sono riuscito a girare un po’ senza essere riconosciuto. Magari ho fatto un paio di foto, ma non lo trovo così fastidioso: abbiamo già visto quasi tutto e ho trovato persone davvero gentili, rispettose e appassionate. È una cosa che mi piace perché lo sono anche io. È una cosa che apprezzo sempre. Penso che qui a Roma per quello che ho vissuto finora le persone siano molto più appassionate rispetto a quanto ero abituato".
Taylor come vivo lo spogliatoio? Spiega la sua prospettiva il centrocampista olandese: "Quello che succede nello spogliatoio dipende ovviamente dal risultato della partita. Ma prima della gara la routine è sempre la stessa: l’allenatore ci carica e ci motiva enormemente, proprio come fanno anche i leader del gruppo, i capitani. Quindi devo dire che cerchiamo di motivarci a vicenda per la partita e per vincerla".
In conclusione, il centrocampista della Lazio racconta se stesso: "Penso che la comunicazione sia molto importante. Devi sempre esprimerti e devi anche riuscire a farlo stando a tuo agio con le persone. La squadra, lo staff, la famiglia, gli amici: penso che siano le persone con cui bisogna sempre comunicare e fare emergere il meglio l’uno degli altri. Vorrei essere ricordato come qualcuno che dà sempre tutto per la squadra, per le persone con cui lavora e per i tifosi naturalmente. Questa è una cosa che cerco sempre di trasmettere sul campo. E anche qualcuno a cui piace aiutare e occuparsi degli altri. Sono due cose che trovo importanti nella vita in generale. Spero che questi siano i due punti se dovessi mai andarmene per cui verrò ricordato. Penso che ognuno abbia un sogno. Ho fatto passi per crescere come uomo e come persona: ti ritrovi in un ambiente completamente nuovo, non parli la lingua. Penso che da questo si impari moltissimo anche come uomo ed è anche il motivo per cui ho voluto fortemente fare questo passo verso l’estero. Come calciatore hai sempre delle ambizioni e questo è ovviamente il traguardo più alto per te stesso".











