TMW - Bosco: "Qui per senso di responsabilità. Nessuno mini l'unità della Sampdoria"
Il Consiglio d'Amministrazione della Sampdoria incontra la stampa. Allo stadio "Luigi Ferraris" c'era anche Alberto Bosco che ha fatto il punto della situazione: "Io ero l'unico che quando è successo l'arresto di Ferrero era in Sampdoria. Ero un dipendente, potevo tranquillamente rimanere a fare il dipendente e invece ho fatto la scelta mettermi in consiglio. Non è stata scelta economica, lo vedrete dal bilancio, ma ho fatto questa scelta per senso di responsabilità nei confronti dei colleghi della Sampdoria, della città e della squadra per cui faccio il tifo. Per questo pretendo umiltà nei confronti di tutto il club. Ho conosciuto Marco Lanna da un amico in comune e, quando gli chiesi questo incarico, mi ha chiesto se saremmo arrivati a fine campionato. Gli risposi di sì. Ci abbiamo messo la faccia. Ho un senso di responsabilità verso di loro e non permetto che niente o nessuno mini l'unità della Sampdoria. Se ho fatto la scelta è stata per responsabilità della Sampdoria. C’è gente seria, non solo noi. Tutti dipendenti che lavorano e questo va rispettato".
L'incursione di Ferrero allo stadio?
"Quello che siamo certi è che Ferrero non aveva alcun titolo emesso dall'U.C. Sampdoria. Sul resto, ci sono accertamenti anche di livello superiore quindi riteniamo di non dare ulteriori dettagli anche perché non eravamo presenti. Ci sono accertamenti in corso".
Il bilancio della Samp.
"I numeri della Sampdoria sono chiari nei bilanci. Ha avuto una gestione sanissima prima del Covid. Poi i due anni di pandemia ha generato perdite, non una cattiva gestione. Gli advisor dei lavori Bogliasco erano due società di Ferrero? C’è stato processo e Ferrero è stato prosciolto. Il debito? C'è un debito pesante ma a lungo termine".






