TMW - Maldini: "Il mio nome un vantaggio nelle trattative? È vero, con Theo andò così"
Fra gli artefici del ritorno al successo del Milan, che nella passata stagione ha conquistato con merito lo scudetto numero 19 della sua storia, c'è senza dubbio Paolo Maldini. Prima da calciatore e successivamente da dirigente, l'attuale direttore dell'area tecnica del club rossonero, ospite del Festival dello Sport organizzato a Trento da La Gazzetta dello Sport, ripercorre i momenti vissuti con il club che ha segnato la sua vita sportiva: "Il primo scudetto da dirigente è importante e diverso dagli altri. Da dirigente ho fatto una discreta esperienza e la vittoria finale è il sigillo che ognuno sogna di poter mettere un giorno nel proprio percorso. Una soddisfazione enorme per il club e per i nostri tifosi. Ricordo bene i primi giorni di Milan vissuto da dirigente. Leonardo mi ha insegnato tanto, professionalmente ed umanamente per iniziare questa nuova avventura. A Reggio Emilia, la festa in piazza Duomo poi è stato un momento unico"
Gullit ha detto che parte in vantaggio quando parla con un calciatore che è un suo obiettivo.
"È vero, parto da questo vantaggio. Perché sono anche legato a questo club, non solo per la mia storia personale. Il Milan ha una storia che si presenta da sola, non va nemmeno raccontata. Queste cose abbinate possono fare la differenza in effetti. Con Theo Hernandez andò così, anche se il primo acquisto reale fu Krunic. Operazione che feci da solo. Per Theo parlai prima con il Real Madrid e poi con lui, gli parlai quasi da padre a figlio. Ma con i miei calciatori mi piace rapportarmi così. Cerco di dare primo il supporto ai ragazzi e poi ai calciatori".






