TMW - Marchisio: "Sul razzismo occorre un segnale forte. E serve cambiare le regole"
L'episodio di razzismo che ha colpito Dusan Vlahovic a Bergamo continua a far discutere. Questo il pensiero di Claudio MArchisio a TMW: "Non bisogna essere leggeri su questi temi. Prendo anche l'esempio di Kostic, siamo stati tutti in silenzio perché lui non ha avuto reazioni e quindi non se n'è parlato. Quello è un errore ancora più grave. Bisogna essere molti severi, che siano uno, cento o 5000. Servono segnali forti. C'è stato un episodio importante in Olanda e sono stati arrestati tanti tifosi, serve pugno duro e cambiare il regolamento, non si può aspettare che si arrivi ad una squalifica per intervenire. Il regolamento così è da cambiare e la decisione deve restare in mano all'arbitro che vive il momento. Qui non si parla di provocazioni, ma solo di vittime. Bisogna essere molto forti su questo. Noi dobbiamo dare l'esempio, se non diamo peso alle dichiarazioni i ragazzi ti ascoltano. Ci sono casi di giocatori che hanno reagito subito, ora c'è attenzione e responsabilità da parte dei calciatori. Nella reazione c'è un dito che chiede silenzio, ma non è andato con provocazione sotto la curva. Immaginate di sentire sempre quelle offese per 60-70 minuti... La provocazione è stata fatta a lui, non lui al pubblico. Dispiace il fatto che Gasp parli di Pasalic o altri, dispiace che non ci sia la reazione di un avversario che prende posizione. E poi immaginate un Vlahovic che fra 4 anni va all'Atalanta, fa 30 gol e magari gli stessi stupidi poi vanno ad esultare insieme a lui. Abbiamo il compito ed il dovere di parlarne e di cambiare il regolamento".
Come si può intervenire col pugno di ferro?
"Il caso dei daspo alla Juventus è emblematico: ne conosco uno che è un ragazzo che gioca a calcio. Si è messo a piangere, dice che si è fatto prendere dalla situazione, ma alla fine ha pagato. E ora potrà raccontarlo ad altri perché non si può più sbagliare, le pene devono essere queste".






