Un colpo per reparto: perché oggi il Milan può pensare di spendere 100 milioni sul mercato
Sven Botman, Renato Sanches, Gianluca Scamacca. Sono questi i nomi che oggi La Gazzetta dello Sport ha rilanciato per il futuro del Milan. Tutti graditi, e anche da tempo: due giocano a Lille e il Diavolo li corteggia da mesi. Botman è stato l'unico vero regalo che Maldini e Massara hanno provato a fare a Pioli a gennaio: capita l'antifona, la scelta è ricaduta sulla valorizzazione di Kalulu, senza cercare alternative. Sanches è un nome sulla bocca degli addetti ai lavori da ancora più tempo: già da ottobre-novembre a Milanello circola grande fiducia sulla possibilità di portarlo a casa, pur dovendo fare i conti con la concorrenza internazionale. Infine, Scamacca: mica piace solo al Diavolo, e ci sarà da verificare quanti dei suoi gioielli il Sassuolo lascerà effettivamente partire. Però, tra la Juve che si è buttata su Vlahovic e l'Inter che rimugina sul possibile grande ritorno di Lukaku, lo spazio per infilarsi c'è e a casa Milan lo vogliono sfruttare.
Un colpo per reparto, a cento all'ora. Messa così, quella estiva sarebbe una piccola grande rivoluzione: portiere escluso, il Milan metterebbe tasselli nei ruoli chiave della propria colonna vertebrale. Non finirebbe qui. Intanto, perché ci saranno poi i consueti lavori di maquillage: a sinistra, per esempio, si cercherà un vice-Theo più convincente di Ballo Touré. Al capitolo dei ritocchi - per l'impatto economico, non per il valore del giocatore - si può con un po' di elasticità anche iscrivere l'eventuale arrivo di Divock Origi. E ancora: ci sarà fare i conti con le sirene da fuori, per Rafael Leao e non solo. Ma lì si entra nel campo di quel che sarà, non di quello che a casa Milan si sta progettando. Nomi a parte, e nel calderone dei sogni si può mettere - con qualche distinguo - Marco Asensio, l'attualità racconta di una società che progetta un grande colpo per reparto e mette in conto investimenti, stipendi esclusi, da almeno 100 milioni di euro sul prossimo calciomercato estivo.
È questione di solidità. Alla base di questi piani di espansione, in primo luogo, i risultati sul campo. La macchina che oggi corre per lo scudetto ha bisogno di nuova benzina: Pioli se la merita, e in Champions League l'anno prossimo bisognerà fare meglio. A consentire il tutto, però, vi sono dati economici. Da valutare sotto due punti di vista. In primis, quelli del Milan, che, superate le tempeste di qualche stagione fa, oggi è tra le big quella con le basi più solide, Napoli permettendo. I rossoneri, tanto per cominciare, hanno chiuso in utile il primo semestre dell'esercizio 2021/2022, con i ricavi schizzati del 40 per cento anche se "aiutati" dagli accordi relativi a Casa Milan. Ieri vi abbiamo raccontato come, al momento, per ingaggi e rosa i rossoneri sarebbero la quarta forza del campionato: il che sottolinea le prestazioni della squadra, ma evidenzia anche gli spazi di crescita per colmare questo gap, tutto positivo ma che qualcuno può anche leggere come over-performance. È di oggi la notizia che altri soldi sono in arrivo: da Konami, ne arriveranno 45 milioni in sette anni. Non smuoveranno le montagne, ma sono i sassolini che aiutano a costruire le fortezze.
Costano "poco". E poi ci saranno le uscite. Gli altri dati economici con cui fare i conti sono poi quelli di chi potrebbe arrivare e di chi lascerà. Partiamo da questi ultimi: in estate il Milan saluterà di sicuro Kessié, ma anche Ibrahimovic e Romagnoli sono tutto fuorché certi di un futuro rossonero. Aggiungendo Bakayoko, che non sarà riscattato dal Chelsea, e magari anche Florenzi - futuro da scrivere - si arriverebbe a un risparmio complessivo di quasi 33 milioni di euro lordi all'anno in termini di stipendi da pagare. Ancora una volta, lo spazio per nuovi investimenti c'è. Specie considerando che, tolto ma fino a un certo punto Asensio, i nomi sin qui fatti non sono di quelli che sconvolgerebbero il monte ingaggi: Scamacca, per capirsi, anche con il recente rinnovo non arriva al milione di euro all'anno dal Sassuolo. Botman e Sanches sono già su costi superiori, ma realisticamente nessuno di loro sforerebbe i quattro milioni annui - e netti, con i due stranieri aiutati peraltro dal Decreto Crescita - come ingaggio percepito in caso di passaggio al Milan. È la filosofia che porta a pescare in campionati come la Ligue 1, guardando soprattutto a giocatori già affermati ma non ancora arrivati a costi impossibili da sostenere. Finora, la strategia ha pagato.
Ma sugli stipendi ci sarà il salto di qualità? E qui, semmai, sta il punto. Perché, accanto a profili di questo tipo, in ottica Milan si parla anche di giocatori come il già citato Asensio o Dybala, suggestione lanciata questa mattina da Zazzaroni sul Corsport. Allo stato attuale, elementi che sarebbero fuori dall'orizzonte milanista delineato poco sopra in termini di ingaggi, soprattutto l'argentino che alla Juventus chiedeva 10 milioni di euro all'anno. E l'interrogativo è chiaro: oggi, il Milan vince sia sul campo che nei conti. Ma, per entrare nell'élite con entrambi i piedi, a un certo punto servirà un salto in avanti da questo punto di vista. Il programma del Diavolo lo contempla, magari nel medio-lungo periodo? Ci sarà tempo per avere risposte, intanto la realtà dice che, nella prossima estate, il Milan potrà permettersi ambizioni più lussuose di quanto non potesse uno o due anni fa. E non è poco.






