Una scelta coraggiosa ma vincente: De Zerbi salva il Tottenham, ora ha tempo per costruire
Undici punti in sette partite, frutto di tre vittorie, due pareggi e due sconfitte. Non numeri da record, non una cavalcata trionfale, ma abbastanza per raggiungere l'obiettivo più importante: la salvezza. Roberto De Zerbi ha portato il Tottenham fuori dalla tempesta e ha evitato quella che sarebbe stata una delle retrocessioni più clamorose della storia recente del calcio inglese.
Per comprendere il valore del lavoro svolto dall'allenatore italiano bisogna però andare oltre le statistiche. Quando De Zerbi ha accettato la panchina degli Spurs, il club era nel pieno di una crisi tecnica e psicologica profonda. Solo dodici mesi fa alzava al cielo l'Europa League (ma chiudeva la Premier al 17° posto, proprio come oggi), mentre questa stagione si era trasformata in un incubo. La gestione di Igor Tudor aveva lasciato una squadra sfiduciata, senza identità e precipitata nei bassifondi della Premier League, in una lotta salvezza impensabile per una società costruita per frequentare altre zone della classifica.
Rischio e opportunità
In questo contesto, il tecnico bresciano ha scelto di mettersi in gioco assumendosi rischi enormi. Una decisione che molti osservatori avevano giudicato azzardata e coraggiosa: subentrare a stagione in corso, con una squadra emotivamente a pezzi e con pochissimo margine di errore, rappresentava una sfida che avrebbe potuto compromettere anche la reputazione di un allenatore considerato tra i più innovativi del panorama europeo. Invece De Zerbi ha fatto ciò che gli riesce meglio: restituire fiducia ai calciatori e dare una struttura riconoscibile alla squadra. Non c'è stato il tempo per costruire il suo calcio in maniera completa, ma il Tottenham ha ritrovato organizzazione, aggressività e soprattutto la convinzione di poter uscire da una situazione che sembrava disperata.
La salvezza è arrivata all'ultima giornata, al termine di un serrato testa a testa con i rivali cittadini del West Ham. A decidere tutto è stata la rete di João Palhinha contro l'Everton, il gol che ha consegnato tre punti pesantissimi e ha permesso agli Spurs di festeggiare una permanenza in Premier League che, fino a poche settimane fa, appariva tutt'altro che scontata. Ora inizia la fase più importante: il Tottenham può programmare il futuro con serenità e con una guida tecnica chiara. La società ha l'occasione di evitare gli errori che hanno caratterizzato le ultime stagioni, segnate da scelte spesso contraddittorie sul mercato e da continui cambi di direzione. De Zerbi avrà finalmente la possibilità di modellare la squadra secondo le proprie idee; serviranno innesti funzionali al suo sistema di gioco, calciatori tecnicamente affidabili e capaci di interpretare un calcio propositivo. Allo stesso tempo, alcuni protagonisti dell'attuale rosa sembrano destinati a salutare. Tra questi c'è soprattutto Cristian Romero, uno dei giocatori con maggior mercato internazionale e da tempo accostato ai principali club europei.
La sfida è lanciata: riportare un club ferito a competere per gli obiettivi che la sua storia e il suo potenziale impongono. E questa volta, con il tempo dalla sua parte, l'allenatore italiano non avrà più alibi né emergenze da gestire, ma l'opportunità di costruire il Tottenham a propria immagine.











