Uno dei simboli della Samp d'oro, bomber unico: Genova blucerchiata piange Gianluca Vialli
Difficile, a tratti impossibile, spiegare con le semplici parole cosa sia significato, e significhi tutt'ora, Gianluca Vialli per i tifosi e per la Genova blucerchiata. Un’icona, un campione, un trascinatore e mille altre parole che si possono tirare fuori per descrivere chi ha scritto una pagina importante per la Sampdoria. Adesso il 9, il bomber non c’è più, stroncato da “un ospite indesiderato” come lo ha chiamato lui, quel tumore al pancreas che lo ha colpito nel 2017 e da lì non lo ha più lasciato fino all’inesorabile epilogo in una triste e londinese giornata di inizio anno.
Gli anni d'oro
141 gol con la maglia blucerchiata, 176 li ha fatti il suo Gemello e attuale commissario tecnico della Nazionale italiana Roberto Mancini. Dalla doppietta in finale di Coppa delle Coppe a Goteborg contro l’Anderlecht nel 1990, che regalò il trofeo internazionale alla Samp, al titolo di capocannoniere l’anno successivo quando i blucerchiati di Paolo Mantovani si cucirono sul petto lo Scudetto di campioni d’Italia. La capriola dopo il 2-0 di quel lontano 5 maggio ’91 sotto il settore ospiti di San Siro è diventato un simbolo come le lacrime dopo la notte di Wembley, quando il Barcellona si portò via la Coppa dei Campioni con una punizione, invertita, di Koeman nei tempi supplementari.
Il ritorno mancato
Il legame con Genova non si è mai dissoluto, neanche dopo il passaggio alla Juventus quando la Champions League l'ha alzata da capitano a Roma nel 1996. La sua Sampdoria è sempre stata nei suoi pensieri tanto che nel 2019 è andato davvero ad un soffio da esserne il presidente quando Dinan e Knaster trattavano l’acquisto del club. Il finale e i motivi che portarono al ritiro della cordata li conosciamo tutti. Con Gianluca Vialli che accarezzò il sogno di sedere sulla stessa poltrona che fu di un certo Paolo Mantovani. E che ora ritroverà lassù, riabbraccerà e chissà di cosa mai parleranno. "Non è bello averlo accanto, ma devo prenderne atto e sperare che un giorno si stanchi e mi lasci continuare la mia vita". E invece no. Quel maledetto compagno di viaggio ha deciso di interrompere il viaggio. E farlo scendere a Paradiso città.






