Vaciago: "Ranieri-Mancini toppa di altissimo livello, ma è urgente avviare delle riforme"
"Almeno Infantino ha un piano. Noi non ancora". Guido Vaciago, direttore di TuttoSport, apre così la tematica inerente al caos generato dalla nomina saltata di Andrea Pirlo per Fonbet, con Paolo Maldini e Leonardo ritirati dalla FIGC, mentre Giovanni Malagò ha ripiegato su Roberto Mancini ct e Claudio Ranieri dt. Insomma, il messaggio è che il presidente della FIFA Infantino sia meglio organizzato e con un piano da seguire, visto che nelle ultime ore è emersa l'idea di vendere parte dei Mondiali e di altre competizioni a privati. Mentre in Italia non c'è nulla.
"Claudio Ranieri è una delle migliori persone nel mondo del calcio, ha srotolato una carriera strepitosa, resa ancora più fenomenale dal garbo nobiliare, può essere utile nella gestione della Nazionale, ma non è certo l'uomo che, per età e caratteristiche, può riformare il calcio italiano", ha analizzato il noto giornalista. "Ranieri-Mancini è una toppa di altissimo livello, date le circostanze che l'hanno resa necessaria, ma non suona esattamente come un manifesto rivoluzionario o un piano per modernizzare un movimento già molto polveroso di suo e che continua a guardarsi indietro illudendosi così di andare avanti".
"Ma è urgente, almeno quanto lo era definire un ct, avviare il navigatore in direzione delle riforme: dai campionati alle scuole calcio, dalle politiche sui giovani agli aspetti finanziari di un movimento che affronta una crisi economica importante e all'orizzonte intravede scenari foschi (il rinnovo del contratto sui diritti tv della Serie A, per esempio, sarà un nodo cruciale e speriamo non esiziale). La nomina di Mancini, insomma, era necessaria (se non altro perché tra poco cè la Nations League), ma non sufficiente", prosegue nella disamina della situazione odierna Vaciago.
Il cambio di panchina di tre anni fa da parte di Roberto Mancini, per andare ad allenare l'Arabia Saudita, non piacque ad oltre il 50% della tifoseria italiana. "Secondo i comandamenti del calcio, i "traditori" che tornano nelle squadre cui hanno voltato le spalle hanno due possibilità: vincono e cancellano l'infedeltà, perdono e pagano doppio, per la sconfitta e per le corna. Varrà anche per Mancini che deve essere giudicato per i risultati che otterrà, non per le scelte di tre anni fa".






