Venezia, c'è lavoro per Di Francesco. Ma ora serve l'aiuto del mercato
Per la salvezza del Venezia non sarà di certo una trasferta come quella dell'Olimpico a lasciare rammarico e rimpianti, eppure la sensazione è che il 3-1 finale non racconti del tutto la sfida. Intendiamoci, al netto delle occasioni la Lazio merita la vittoria ottenuta, ma sarebbe facile per gli arancioneroverdi appellarsi alla differenza di valori sulla carta, ai tanti giocatori inesperti ed a tutti quegli assenti che facevano presagire un inizio assai difficile. Di Francesco invece lo sa che il materiale sul quale lavorare c'è e che gli spunti per essere ottimisti pure.
Quanti regali: in Serie A si pagano caro.
Si parlava dell'inerperienza di un gruppo che non ha giocatori abituati alla categoria. Beh, diciamo che il terzetto difensivo di esperienza ha cominciato a farne fin da questa prima partita. Gli errori che portano ai 3 gol avversari sono tanto marchiani, che non possono non fare pensare al Venezia: "Che partita sarebbe stata, con un po' più di attenzione?". Si perché le cose erano partite bene ed in generale si può dire che il tecnico possa ritenersi soddisfatto del coraggio dimostrato dai suoi, aspetto a lui tanto caro, oltre che il fatto che per il 90% del match, il Venezia è stato comunque capace di mantenere la partita in bilico. Certo, se dopo essere passato in vantaggio all'Olimpico regali una rete come quella che Svoboda confeziona a Castellanos, beh allora gli spunti di riflessione ci sono. E va bene che alla fine la Lazio collezioni traverse e patate di Joronen, ma i fatti dicono che tutte le reti siano arrivate appunto per gentile concessione dei lagunari: il gol del sorpasso arriva sul fallo ingenuo di Sverko che causa un rigore, quello che chiude il match è un'autorete.
Fra attenuanti e necessità: la società deve decidere cosa fare
Le attenuanti sono note: alla prima di campionato mancavano giocatori chiave, chi per infortunio e chi per motivi di mercato. La situazione Tessmann è deleteria per l'inizio dei veneti. Antonelli è stato chiaro nello spiegare che il suo mancato addio stia bloccando l'arrivo di Nicolussi Caviglia, ma intanto il campionato è iniziato e in quella posizione Di Francesco ha bisogno di nuova linfa. La società deve decidere che fare con l'americano perché il tramonto delle trattative con Inter e Venezia ha portato ad uno stallo che, ne va preso atto, non è più detto che si risolva






