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Dove scova i talenti il Modena? Il metodo dei canarini che ha portato Massolin all’InterTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:34Serie B
di Daniel Uccellieri

Dove scova i talenti il Modena? Il metodo dei canarini che ha portato Massolin all’Inter

Dove scova i talenti il Modena? È la domanda che rimbalza dopo l’ultima operazione che ha acceso i riflettori sul club gialloblù: la cessione di Yanis Massolin all’Inter, con il talento francese che resterà in prestito in Emilia fino a fine stagione. Un affare che certifica la bontà del lavoro dietro le quinte e che racconta, ancora una volta, quanto il Modena stia costruendo il proprio futuro attraverso uno scouting capillare e strutturato. Le reti di Beyuku e Tonoli a Venezia sono state solo l’ultima dimostrazione di un progetto che va oltre il risultato della domenica. Il lavoro vero si fa prima, molto prima: in tribuna, davanti a uno schermo, su un campo sloveno o croato in una sera qualunque. È lì che il Modena prova ad anticipare il mercato. A coordinare l’area scouting c’è Alessandro Consolati, vice direttore sportivo gialloblù, trent’anni e idee chiarissime. «Ho avuto l’intelligenza di smettere in tempo», scherza raccontandosi a "Barba&Capelli". Poi Coverciano, i corsi Figc, i ruoli tecnici al fianco di Andrea Catellani ai tempi del Chievo Verona. Un percorso trasversale che oggi gli consente di avere una visione ampia, non limitata al singolo ruolo. I numeri spiegano meglio di qualsiasi slogan dove nascono le intuizioni del Modena: circa mille partite viste dal vivo in un anno, più tutte quelle analizzate in video. Consolati, da solo, supera quota 300. Oltre il 50% delle gare visionate è all’estero. Slovenia, Croazia, Svizzera: mercati meno battuti, campionati “spezzatino” che permettono di ottimizzare i weekend e seguire più match in pochi giorni. La metodologia è chiara: parametri condivisi con club e allenatore, riunioni mensili, confronto quotidiano tra osservatori. Le idee diverse sono considerate una ricchezza, non un ostacolo. E quando un profilo convince, non basta una partita: lo si segue per mesi, a volte per un’intera stagione. È il caso proprio di Massolin. Il Modena lo aveva annotato già nel 2024. Le qualità c’erano: struttura fisica, facilità di dribbling, capacità di trovare il filtrante. Poi la crescita sotto la guida tecnica lo ha trasformato in un giocatore più completo, attento anche alla fase di non possesso. Da lì l’operazione con l’Inter, condivisa a livello societario. Non senza rischi: al ragazzo era stato prospettato un percorso graduale, senza garanzie immediate di titolarità. Ed è forse questo il vero segreto del Modena: non solo scovare talenti in giro per l’Europa, ma saperli convincere con un progetto credibile, paziente, coerente. Un laboratorio silenzioso che oggi attira l’attenzione dei top club. E che continua a lavorare, nell’ombra, già per il prossimo mercato, scrive Il Resto del Carlino